Passione tra Dio e uomo

C’è stato un tempo in cui il teatro non era uno svago, ma parte essenziale della vita della comunità, capace, con le sue rappresentazioni, di scandirne i ritmi e aggregarne le anime. Oggi questo accade ancora in un lembo di terra lombarda che dal lago d'Iseo, da Bergamo e da Brescia, sale su verso la Val Camonica. Perché è lì che, da dodici anni a questa parte, si celebra, a ridosso della Pasqua, «Crucifixus-Festival di Primavera», la più importante rassegna italiana dedicata a teatro, arti, musica e tradizioni del sacro (programma completo su www.crocifixus.com).
Ideatrice della manifestazione è Carla Bino, docente di Storia del teatro antico all’Università Cattolica di Brescia e ora direttrice, insieme con Claudio Bernardi, di «Crocifixus»: fino al 21 aprile una cinquantina di eventi (tra debutti e repliche), dislocati in ventidue diversi comuni della zona camuna, richiamano un nutrito pubblico, interessato ad accostarsi in maniera originale e intensa al teatro sacro. «Siamo un festival passionista, fortemente legato alla Pasqua, che da sempre è una festa aggregante della tradizione cristiana, a differenza del Natale che di solito si vive nell'intimità della propria famiglia», spiega Carla Bino. Con un interesse sempre crescente del pubblico, che ha «costretto» gli organizzatori a moltiplicare gli eventi in cartellone, il festival non si limita alla messa in scena di sacre rappresentazioni nelle pur belle chiese cinquecentesche affrescate dal Romanino in Val Camonica. Spazi moderni, capannoni industriali e fabbriche dimesse sono luoghi d'elezione per un teatro sperimentale e d'avanguardia che, spiega Carla Bino, «è ri-presentazione, non rappresentazione mimetica». Riprendendo la tradizione medievale, i temi sacri sono riletti per renderli vivi e attuali e, un po' come accade nel teatro di narrazione e nella drammaturgia civile, confluiscono in suggestivi spettacoli concepiti per spazi particolari, spesso molto ampi.
Attento a valorizzare il patrimonio storico e artistico del territorio sebino-camuno, «Crocifixus» segue anche in questa edizione tre filoni: la «Passione di Dio», con spettacoli di carattere sacro; la «Passione dell'uomo» con spettacoli che narrano passioni più laiche e quotidiane; infine le «Tradizioni del Sacro», sezione speciale che raccoglie tutte le realtà di pietà popolare che si sviluppano sul territorio e che è gelosa custode delle tradizioni sacre delle valli. Capita così di assistere a spettacoli-lezioni come quella di Roberto Borghi e Matteo Giudici sulle «Passioni di Lorenzo Lotto» e sulla sua magnifica arte o, come questa sera, alla rivisitazione di un brano evangelico: Diego Parassole ne «Il lenzuolo. La Passione secondo Marco» (testo di Carlo Bernardi, regia di Marco Rampoldi) racconta di un ragazzino che assiste alla cattura di Gesù (ad Iseo, nella pieve di Sant'Andrea Apostolo). Talvolta è un libro a offrire lo spunto per la messa in scena come in «Canto della terra cieca», ispirato a «Foibe rosse» di Frediano Sessi, in cui i giovani studenti del laboratorio di teatro dell'Università Cattolica di Brescia raccontano le ultime ore di vita di Norma Cossetto, stuprata e infoibata dai titini, gettata ancora viva in una fossa a soli vent’anni e diventata simbolo delle violenze dei militanti di Tito contro la popolazione italiana (domani, nella sala comunale del comune di Demo). C'è poi la Passione, tutta laica, di Fabrizio De André, di cui David Riondino teatralizza, riadattata per banda, due voci e coro, l'intensa «Buona Novella» (lunedì 13 aprile) nel suggestivo spazio di un capannone dell'industria Forge Monchieri di Cividate Camuno.