«Passione e allenamento, così si vince alle Olimpiadi»

Le storie entusiasmanti di Federica Pellegrini, Elisa Blanchi, Elisa Santoni e Novella Calligaris

Nel corso delle ultime Olimpiadi, svoltesi ad Atene, non sono mancati i baby fenomeni, come Zeinab Mohamed Khaireh, o Bryan Nickson Lomas, entrambi di 13 anni, che hanno brillato nel mezzofondo e nei tuffi. Le discipline dove sono impegnati questi baby fenomeni richiedono molti sacrifici: si tratta di svolgere, in un arco di tempo limitato, una breve serie di gesti che richiedono un allenamento costante e severissimo.
«La preparazione è massacrante e ipnotica - spiegano gli esperti - e può arrivare fino a produrre una sorta di trance in cui le azioni sono comandate automaticamente». Ma fin qui rientriamo ancora nelle pratiche lecite. Così come sono assolutamente puliti i sistemi di allenamento che portarono, in passato, ai successi di Novella Calligaris plurimediagliata già a 15 anni e, ad Atene 2004, a quelli di Federica Pellegrini, 16 anni, che, allenandosi in vasca per più di otto ore al giorno, si è guadagnata l’argento nel nuoto 200 stile libero. Non a caso, dopo le ultime Olimpiadi, il volto più richiesto dalla tv e dalla carta stampata è stato proprio quello di Federica che, secondo i pubblicitari, offre un’immagine di «semplicità e onestà sportiva» valutabile in circa «un milione di euro».
Medaglie d’argento nella ginnastica ritmica anche per Elisa Blanchi ed Elisa Santoni, entrambe romane e diciassettenni: erano poco più che bambine quando hanno cominciato. La storia di queste due italiane d’argento, come avviene spesso nello sport, una storia di sacrifici e rinunce, di interi pomeriggi trascorsi a disegnare traiettorie con i palloni, ad infilare cerchi e a volteggiare con i nastri. Poi la soddisfazione più bella: la medaglia alle Olimpiadi.
Il doping si può sconfiggere anche così.