Passione e ragione di fede rossoblù

Un finale tanto inaspettato quanto crudele: un campionato per tre quarti dominato alla grande, una fase conclusiva di pura sofferenza alla «Genoa» e la gioia durata tre miseri giorni. Adesso di nuovo le ansie, le stesse che ci hanno accompagnato prima della sfida decisiva col Venezia.
Io vivo la vicenda da tifoso e da persona. Da tifoso prevale il pessimismo con qualche sprazzo di speranza. A questo si aggiunga la rabbia, pensando a tutti i punti gettati via durante il campionato, alla situazione aberrante che si è verificata, alla gioia soppressa in un istante per il ritorno in serie A dopo 10 anni di serie B, dopo Firenze, Ravenna, Castel di Sangro, Scerni, Mauro, Dalla costa, la serie C e tutti i rospi che abbiamo ingoiato. La speranza è che sia la solita bufala; oppure che accada come al Modena, penalizzato dopo mesi di bufera con un solo punto. Quel che è certo è che la stagione 2005/2006 inizia con un grosso handicap derivante dal rallentamento delle operazioni di mercato senza contare il sicuro protrarsi per molto tempo del danno d’immagine, comunque vada a finire. In mezzo a tutto questo poi, impazzano le fanta notizie, i teoremi che narrano di complotti, magistrati tifosi, presunti imprenditori genovesi «intraprendenti», l’invidia di Garrone… Infine fa eco la frase che almeno una volta ogni tifoso avrà pronunciato: «Ma possibile che non siano nemmeno capaci a comprare una partita??? Lo fanno tutti…».
La persona invece cerca di analizzare la situazione in modo più distaccato. Prevale innanzi tutto l’amarezza nel verificare l’ennesimo spostamento del gioco del calcio dagli stadi ai tribunali; ci sono poi accuse gravissime che urge chiarire attraverso il procedimento giudiziario in corso. L’unica certezza è la presunzione di innocenza fino all’ultimo grado di giudizio, così come recita la nostra costituzione. Restano tuttavia alcune perplessità come ad esempio la spettacolarità dei fatti, il massiccio bombardamento mediatico , l’utilizzo di mezzi quali microspie, intercettazioni degne delle più ingenti operazioni di polizia e forse mai impiegate prima. Resta poi il dubbio sul perché la procura genovese non voglia trasferire il procedimento giudiziario in un’altra sede.
Resto in attesa del giudizio finale: qualora le accuse non trovassero riscontro nella realtà, tanta gente (a partire dai magistrati) dovrebbe chiedere scusa al Genoa, alla sua Dirigenza pagando per i gravi errori commessi; se fosse effettivamente verificata ogni colpevolezza accetterei con serenità qualunque verdetto, essendo quanto accaduto (sospettato) ugualmente vergognoso alle precedenti nefandezze verificatesi nel mondo del calcio, quali misericordiosi salvataggi di Lazio, Roma, Napoli, Parma (alla faccia degli imprenditori obbligati a pagare fino all’ultimo centesimo di irpef), passaporti falsi, doping juventino e di tutto il resto. Lo dico in piena coscienza, in forte contrasto con la mia grande passione per il Genoa. Sarebbe bello ripulire il mondo del calcio, rivedendo anche le precedenti e molto dubbie sentenze: che ne pensano dirigenti della Figc? Forza Genoa.