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2 DIRITTI E DOVERI
Spalare neve,

gesto di altruismo
Egregio Direttore, in risposta al signor Giulio Tesi (lettera del 19.11 «Ripulire il ghiaccio deve toccare a noi?») volevo dire che quello che si dice che per la maggior parte delle persone esistono solo diritti e niente doveri, è vero.
D'accordo, i marciapiedi sono pubblici, tranne logicamente le proprietà private, e la pulizia e la manutenzione spettano al Comune che ha il dovere di garantire ai cittadini il diritto di camminare tranquillamente sui marciapiedi senza ghiaccio e in sicurezza.
Però ci lamentiamo (giustamente) quando non ci sono spalatori volontari, che ci tolgono la neve o il ghiaccio davanti ai nostri portoni o i negozi.
Ed è qui che secondo il mio personale punto di vista (che può benissimo anche essere sbagliato), dove scatta il dovere di cittadini, di fare qualche cosa per garantire un diritto alla comunità.
Se ogni cittadino fa un piccolo gesto di altruismo pulendo quel metro quadrato davanti al portone o al negozio, oltre che a non costare molta fatica permette al Comune di dirottare uomini e mezzi dove occorrono interventi più urgenti.
Cordiali saluti.
2 FERMATE «LIBERE»
I rischi corsi

dagli autisti Amt
Mi riferisco alla lettera del signor Mario Bartolini, pubblicata il 20 novembre scorso nella rubrica in oggetto.
Comprendo le considerazioni svolte dal signor Bartolini ma gli faccio presente che in passato un autista che aveva aperto la portiera fuori della fermata era stato poi denunciato dalla persona per la quale aveva fatto lo strappo alla regola in quanto la stessa era scivolata e cadendo aveva riportato danni fisici.
Cordiali saluti.
Arrigo Frisiani
2 LA PULIZIA IN STRADA
Foglie secche,

problema cittadino
Caro Giornale, il giorno 11 novembre scorso voi ed Il Secolo XIX avete trattato lo stesso argomento: «Le foglie secche», in due zone diverse.
Bisogna aggiungere la situazione (standard e ricorrente da anni) nelle altre vie. Ad esempio via Bertani, via Mameli, via Goito, via Martin Piaggio. Questo solo per menzionarne alcune.
L’Amiu costa troppo!
Dove sono gli spazzini? Quanti sono? Cosa fanno? Qual è il loro programma? E se dessimo in gestione zona per zona a delle cooperative? La città risparmierebbe, la pulizia migliorerebbe, i cittadini ed i turisti sarebbero più contenti.
Speriamo di essere stati utili.
lettera firmata
2 A SILVIO
L’ultimo atto

merita una rima
Caro direttore Lussana, le invio questi pochi versi come espressione del pensiero e del sentimento di chi ha avuto fiducia nell’azione politica di Silvio Berlusconi.

Silvio mio caro, la tua vittoria/
non fu l’inizio d’un’altra storia/,
perché in Italia, stordita e bella,/
la conclusione è sempre quella:/
voltagabbana e traditori/
che da ogni parte vengon fuori/
per porre ostacoli, per imbrogliare,/
per impedirti di governare.../
Sono tanti anni che tu ci provi:/
ne hai ricavato cenere e rovi,/
odio e sberleffi, schiaffi e porcate,/
sgambetti e insulti, sterco a palate./
Tutti i tuoi sforzi furono vani:/
il tuo governo non ha un domani./
Non mi accusare di veder nero:/
forse stavolta è finita davvero!
Cordialmente
Paola Caire
2 SOSTA SELVAGGIA
Quei furgoni

che nessuno multa
Cosa ne pensate?
Le foto in basso è di domenica 21 novembre la mattina, ma se non sbaglio c'era già sabato!Il luogo in questione è l'attraversamento davanti al mobilificio.
E più in su un altro furgone sulla fermata davanti alla farmacia e più su il solito furgone del fruttivendolo mal messo dalla pensilina Amt.
Chi più ne ha più ne metta....
Ma sicuramente i vigili avevano qualche urgenza... e comunque nessuno passa!
Povera Genova.
Mario Ioma
2 ALTRO CHE INCENTIVI
Gli aumenti e la scusa

dei mezzi pubblici
Il nostro Comune aumenterà le tariffe per posteggiare in centro da 2 euro all'ora (già record italiano) a 2.50. Questo esorbitante aumento del 25% viene giustificato con l'intenzione di incentivare così l'utilizzo da parte di noi genovesi dei mezzi pubblici in città. Peccato che presto anche il biglietto del bus aumenterà probabilmente fino a 1,50 euro. Cari amministratori cittadini l'unica cosa che incentivate è l'andare a piedi! Un ultimo appunto: in altre città italiane gli automobilisti non sono così bastonati. A Roma per esempio in quartieri centrali come l'Aventino sostare per una giornata intera costa appena 4 euro, altro che Roma ladrona!?!
Antonio Figari
Ps: caro Lussana, tramite il Giornale vorrei ringraziare l'Aster che dopo la mia segnalazione ha provveduto celermente a cambiar la pigna in via Roma. Davvero molto efficienti! E naturalmente grazie al Giornale che dà voce a pignoli cittadini come il sottoscritto innamorati della propria città.
2 LA STORIA INSEGNA
Le frane non sono

solo colpa dell’uomo
Egregio direttore ho letto sul Giornale di domenica 14 novembre il ricordo del disastro del Vajont. Aprirono una riflessione sul fatto (ingegneri e geologi) perché fu costruita la diga in una valle non idonea sotto il profilo geologico. Fu aperta un’inchiesta giudiziaria. Il processo venne celebrato in tre fasi giudiziarie 25 novembre 1968, 25 marzo 1971 e infine si concluse con il riconoscimento di responsabilità penale per la «prevedibilità» di inondazione di frana e omicidi colposi plurimi (...).
Premesso che la diga alta 262 metri fatta ad opera d’arte, resistette egregiamente all’ondata d’urto della frana precipitata dalla montagna sovrastante. Ovviamente non si possono dimenticare i circa 2000 morti.
Come vecchio alpino conosco bene le Alpi e posso dire che è ben difficile ipotizzare frane e scoscendimenti!
Nel 1512 dal Pizzo Magno (2328 metri) precipitò un’enorme frana che finì nel fiume Brenno, determinò la formazione di un lago le cui acque però tre anni dopo, infranta la diga naturale, provocarono una tragica alluvione su Biasca e sull’intera vallata del Ticino, sino al Lago Maggiore, causando la morte di 600 persone e moltissimi animali.
Nel 1772 ad Alleghe (Belluno) una notte da 200 metri si staccò un’enorme frana (imprevedibile come molte) nella valle «ingabbiata» si formò il bellissimo Lago di Alleghe oggi nelle sue acque cristalline si specchiano i monti sovrastanti. Anche 200 milioni di anni or sono c’era il mare... e mai nessuno negli ultimi 3000 anni pensò a un simile disastro.
Nel Medio Evo, alle spalle di Valdieri (Cuneo) nel Vallone della Rovina, i pastori facevano a gara per giungere primi alla transumanza ma... sul Monte Oriol (oltre 3000 metri) c’era ancora parecchia neve e un pastore «inconsciamente» volle salire a 1500 metri con le sue mucche: nella notte dal Monte Oriol si staccarono migliaia e migliaia di tonnellate di terra, rocce e detriti che con un rombo di tuono precipitarono per 600 metri di dislivello seppellendo l’ignaro pastore con tutte le mucche. A fondo valle si formò il Lago della Rovina, attualmente lungo 500 metri per 250.
Anche circa 15 anni or sono, dal Monviso (versante Nord Est) una notte si staccò il Ghiacciaio Pensile dove varie centinaia di tonnellate franarono per 500 metri sull’incantevole Lago Chiaretto. Percorrendo il sentiero che da Pian del Re (2000 metri) sale al Rifugio Quintino Sella (2650 metri) all’escursionista attento, non può sfuggire la potenza della natura. Il Lago Chiaretto e metà riempito di sfasciumi spinti dai blocchi di Ghiaccio!
Circa 35 anni or sono, trovandomi con la famiglia in Val di Fiemme (Dolomiti di Sesto) feci una scalata a una vetta 2700 metri. Vidi e mi accorsi che era friabile. Morale? Tre anni or sono metà della vetta, almeno 2 milioni di tonnellate di materiale, riempirono la sottostante valle. Eppure dai soliti cretini sentii dire è colpa dell’uomo! In due delle estati più calde negli ultimi 10 anni l’alta temperatura sciolse il «permafrost» (ghiaccio formatosi tra le rocce) in Valtellina franarono migliaia di tonnellate di roccia, terra, neve e sabbia dove in pochi giorni si formò un Lago che stava minacciando i paesi della valle, ma con una galleria laterale riuscirono a sventare il pericolo.
Tre anni fa ci fu anche il crollo della «Cheminée» 3500 metri sotto al Rifugio Carrel (3835 metri, via italiana 5º grado). Noi mortali cosa dovremmo dire per questi dissesti idrogeologici? Vergogna Vergogna! Alla natura, all’ambiente e al creatore? Mah.
Celso Vallarino