Passioni e rancori nel gelo di Amburgo

Si può leggere come un giallo. Ma forse non lo è. Perché la morte, quella violenta, nel romanzo dell’esordiente Marcella Mascarino «Il cielo è bianco», è quasi il pretesto per raccontare tutta un’altra storia, fatta di attrazione, trasgressioni, incomprensioni e rancori. In una fredda Amburgo si consuma una storia dove non c’è un vero protagonista, bensí tanti. Ci sono Agnese, universitaria italiana, e Ulla sua compagna di studi, tormentata dal suo essere altra rispetto a quello che da una ragazza «bene» ci si aspetta. Ci sono Emilio il fidanzato italiano, il nuovo amico Thomas e l’elemento impazzito Stephan. Il cui intervento cambia tutto, portando alla luce quello che forse è il nodo profondo del racconto: quel rapporto mai risolto di tutti noi con la famiglia di origine, con i genitori, con la figura della madre in particolare. Di cui si cerca, anche da grandi, l’abbraccio, la comprensione. E se non si trova in lei si cerca altrove. Ma non è la stessa cosa il compromesso. Se ne accorgerà, alla fine, Agnese. Lo scoprirà tardi Ulla, consumata in un rimpianto per ciò che poteva essere e non è stato con le donne cardine della propria vita. E i maschi? Ci sono, ma restano sul fondo, sull’orizzonte di un cielo bianco. Solo uno con il suo gesto dirompente vorrà mostrare di esistere e di contare.
Resta, alla fine della lettura, l’appagamento di aver conosciuto profondamente i personaggi del romanzo, grazie a uno stile impeccabile dell’autrice e una non comune capacità di scrutarne gli animi. Il volume, aggraziato persino nel vezzo di numerare le pagine in parola, è una sapiente miscela di tempi verbali, come se quelli dell’anima fossero diversi dai tempi del quotidiano, della vita. Marcella Mascarino, insegnante genovese, è impegnata da molti anni nella ricerca educativa con un gruppo che opera nel dipartimento di Chimica dell’Università.
«Il cielo è bianco» di Marcella Mascarino, Demian edizioni, serie Approdi, 139 pagine, 12 euro.