Pasti a scuola «indigesti» per le famiglie

Contrordine «compagni»: fate meno figli. Pazienza se siamo la città più vecchia del mondo, a Prodi non interessa. Vanno bene i Dico, ma i bambini, quelli no. Quelli mangiano. E costano. Anche a Genova dove, sono migliaia i genitori che faticano non poco a digerire l’aumento della retta per la mensa scolastica dei figli, passata da 4,60 a 5,40 euro al giorno. Il Comune si occupa di garantire una media di quattro milioni di pasti all’anno: in totale 34mila utenti di cui 12 usufruiscono di agevolazioni, e 6.600 sono esenti. Molti, tra cui tutti i nomadi, non pagano nulla. «Prima, per far pranzare la bambina a scuola - racconta Mario, portinaio in uno stabile di Genova a 800 euro al mese -, spendevano 170 euro, adesso ne spendiamo 190. Un rincaro che aggiunto a quello del bollo auto, a quello dell’abbonamento della televisione e alla tassa sulla spazzatura comincia a pesare come un macigno sul nostro bilancio familiare».
Il caso di Mario è emblematico di una realtà diffusissima: se il capofamiglia guadagna 800 euro al mese, la moglie, dipendente pubblica, arriva a mille. Totale 1.800 euro, a cui vanno tolti i (...)