Il pasticciaccio di Homer inquina Springfield e scappa

Dopo sei anni di incubazione arriva nelle sale in 700 copie la pellicola tratta dal popolarissimo cartoon: graffiante parodia dell’America (con Schwarzenegger presidente) e del cinema ambientalista

Quel che Paperino incarnava ieri, Homer Simpson l'incarna oggi. Limitato, iracondo, asociale, Paperino era un fallito, ma era anche onesto e patriottico; meschino, volgare, ottuso, Homer Simpson, è invece un fallito, disonesto e pusillanime. Ma se in lui ormai si riconoscono gli Stati Uniti - sia quelli della folla solitaria, sia quelli delle classi dirigenti -, il ritratto del Paese dev'essere relativamente fedele. Bene a sapersi, perché gli affari dei Simpson (di South Park e dei Griffin, omologhi) sono anche nostri, col successo che queste serie dall'acre comicità hanno in tv - dove hanno esordito negli Stati Uniti fin dal 1987 - anche in Italia.

Da domani, a sei anni dall'inizio del progetto del film, esso uscirà in 700 copie col titolo I Simpson - Il film di David Silverman (Guarda alcune scene). È un'operazione da lungo tempo preparata, che ha fra i produttori e gli sceneggiatori James L. Brooks, regista di Qualcosa è cambiato, dove Jack Nicholson introiettava nel suo personaggio molto di Homer Simpson. E l'ondata simpsoniana in arrivo non è solo cinematografica: i libri Album di famiglia senza censure, Guida a Springfield, la città dei Simpson e i fumetti All'attacco e In picchiata, saranno in libreria dalla settimana prossima.

Coi suoi undici (!) sceneggiatori - incluso Matt Groening, ideatore dei personaggi e produttore -, I Simpson - Il film non è una concatenazione di tre episodi. È un progetto a sé e ha avuto una lunga lavorazione, alla quale fortunatamente corrisponde una breve durata, conclusa da fluviali titoli di coda. Anche qui, come nel resto del film, si fa tutta la parodia che si può.

La nuova malefatta di Homer Simpson, che ha qualcosa anche dei personaggi micro-delinquenziali del primo Woody Allen, è più grossa del solito e coinvolge l'intera Springfield, dove abita con la moglie Marge e i figli Bart, Lisa e Maggie. Sede di una centrale nucleare, dove Homer è un inserviente continuamente licenziato e riassunto, abitata da cittadini poco scrupolosi con le immondizie, Springfield e il suo lago sono fra i posti più inquinati degli Stati Uniti. Riversandovi i suoi escrementi, miscelati a quelli di un maiale appena adottato, Homer provoca una tale contaminazione da spingere il governo federale a isolare Springfield, posta letteralmente sotto una campana i vetro.

Si noti nel provvedimento la parodia dei film apocalittici. E si noti la parodia della retorica politica nelle parole del consigliere, che si rivolge al presidente (!) Arnold Schwarzenegger: «Signore, quando mi ha nominato capo dell'Ente per la protezione dell'ambiente, lei ha ottenuto grandi consensi per aver assegnato a uno degli uomini di maggior successo in America l'agenzia federale più fallimentare. Perché ho accettato l'incarico? Perché sono ricco e volevo restituire qualcosa. I soldi no, ma qualcosa sì».

Ma non è facile mettere in quarantena, con Springfield, i Simpson. Sottratisi al linciaggio da parte dei concittadini, essi sfuggono all'isolamento e si rifugiano in Alaska, dove Marge preme perché Homer faccia qualcosa per farsi perdonare...

Quel che non è derisione del modo di vita americano è parodia di altro cinema. Il maiale di Homer, per esempio, è uno Spider-Pig (un ragno-maiale), che Homer stesso fa camminare sul soffitto. E poi c'è l'irrisione dello zelo animalista che impone ormai a ogni film di Hollywood la dichiarazione: «Nessun animale è stato ferito durante le riprese».

SIMPSON - IL FILM
di David Silverman (Usa, 2007),
film di animazione. 85 minuti