Pasticcio Ferrari Sarà un caso che vince Alonso?

nostro inviato a Singapore

E alla fine il domandone arrivò. A bruciapelo, molto da bar sport, però pungente. Ci scusi, ma con Raikkonen spatasciato sul muretto di Singapore e Alonso vincitore che si era offerto praticamente gratis alla Ferrari, non è che adesso cambiate idea? Prima il gelo nel viso di Stefano Domenicali, capo della gestione sportiva della Ferrari, poi un filo d’imbarazzo, quindi un elegante sorriso e la contro-domanda di rito in simili situazioni. «Ma che cosa volete che vi risponda?». Come a dire: a simili quesiti non si può ribattere. Salvo aggiungere: «Nessun caso Kimi, lui ha fatto una bella gara, stava recuperando, ha pure il giro veloce della corsa...».
Però il simile quesito permea l’aria rabbuiata del paddock by night nella notte nightmare, notte incubo, del povero Massa e di un poverissimo meccanico della Rossa reo di aver anticipato a schiacciare il pulsantino magico che dopo il rifornimento di benza dava il verde per ripartire al brasiliano fin lì dominatore. Risultato, il buon Felipe si è portato dietro per un centinaio di metri la pompa della benzina regalando a fotografi e televisioni una scenetta alla mister Bean e alla McLaren un gancio in mezzo al cielo per allungare nel mondiale. Di più: ha regalato alla Ferrari il primo arrivo fuori dai punti dopo oltre due anni.
Il simile quesito permea invece l’aria per nulla buia e nightmare di Fernando Alonso, giunto alla vittoria numero venti in carriera, vittoria miracolo visto che «mai e poi mai avrei pensato di farcela quest’anno e che nulla cambia sul mio futuro perché non so dove andrò». Vittoria, soprattutto, di squadra perché la safety car che ha rivoluzionato la corsa è entrata dopo che a spatasciarsi, al giro 15, era stato Piquet junior, ovvero il compagno di Alonso. Bingo.
E bingo ha fatto Lewis Hamilton, terzo dietro a Rosberg, aggiungendo sei punti a quello solitario che già aveva su Massa e bingo ha fatto la McLaren che ha scavalcato nella classifica costruttori la Rossa di un punto che è poco ma fa tanto male. «È vero, e cercheremo di tornare davanti» sprona il gruppo Domenicali, «perché è un giorno molto molto brutto, perchè la safety car ci ha penalizzato in modo davvero pesante e ora affronteremo i prossimi tre Gp con l’obiettivo di dimostrare che possiamo raggiungere tutto ciò che vogliamo. In Giappone vogliamo riprenderci la posizione che ci spetta. Non è vero che qualcosa si è incrinato nel box, di errori ce ne sono sempre stati, penso alla ruota di Irvine. Noi ci mettiamo passione ed emotività e questi sono i nostri punti di forza... ma a volte l’emotività può provocare situazioni difficili da gestire».