Pasticcio tra horror e giallo più ridicolo che spaventoso

Chi ha lo stomaco debole, dopo il primo ettolitro di sangue se ne starà rannicchiato sotto la poltrona. Gli altri sgignazzeranno dall’inizio alla fine. Perché questo indecente pasticciaccio, sospeso tra horror e giallo, che sembra diretto da un epilettico con l’Alzheimer e la febbre a quaranta è più ridicolo che spaventoso. La macchina da presa va su e giù impazzita mentre insegue le inverosimili, deliranti circumnavigazioni cerebrali di Jigsaw (Tobin Bell), un sadico serial killer con l’hobby dell’enigmistica. Lo stesso già apparso nell’altrettanto disgustoso film pilota, dove si accontentava di torturare due poveri fessi incatenati in un bagno pubblico. Nel frattempo si deve essere montato la testa se le sue vittime, sempre rinchiuse in una segretissima prigione segreta, sono salite a otto. Tra queste c’è il giovanissimo Daniel, figlio scapestrato del detective Eric Matthews (Donnie Wahlberg), che dal cadavere straziato di un informatore della polizia arriva all’indirizzo del folle omicida. Il quale, minato da un male inguaribile, se ne frega delle minacce, anzi sbeffeggia il poliziotto, mostrando sui monitor gli strazianti tentativi dei reclusi per salvare la pelle: hanno due ore prima che il letale gas nervino completi la sua opera. E qui, sotto forma di diaboliche trappole mortali, si susseguono le efferatezze, punteggiate da una musica a dir poco assordante. Uno riceve una pallottola nell’occhio, a una ragazza vengono amputate le mani, un terzo si becca una mazza chiodata nel cranio. La mattanza prosegue, finché, degli otto deficienti, della cui sorte allo spettatore non importa un fico, ne restano in vita giusto un paio. Chissà, potrebbe essere un’idea per la prossima Isola dei famosi.

SAW 2 - LA SOLUZIONE DEll’ENIGMA (Usa, 2005) di Darren Lynn Bousman con Donnie Wahlberg, Tobin Bell