Il pastore piromane di Fondi torna in carcere col complice

Scarcerato venerdì a poche ore dall’arresto, il pastore piromane di Fondi è tornato ieri mattina in carcere e questa volta con il complice, che era stato invece denunciato in stato di libertà. La svolta nella vicenda del piromane fermato venerdì notte a Fondi, paese del sud Pontino, mentre appiccava il fuoco a una zona boschiva, trovato in possesso di 17 inneschi e rimesso in libertà dopo poche ore dal pm Luigia Spinelli, è arrivata su decisione del procuratore capo di Latina Giuseppe Mancini e del sostituto di turno Giuseppe Milano, dopo le polemiche e la richiesta di chiarimenti al procuratore generale presso la Corte d’Appello annunciata dal ministro della Giustizia Clemente Mastella. Ieri mattina il Corpo forestale dello Stato, come ha reso noto la procura di Latina, ha fermato il pastore, Giuseppe Di Girolamo, di 53 anni, e Attilio Minchella, di 38 anni, originari di Monte San Biagio. «Sono gravemente indiziati di fabbricazione, detenzione e porto di ordigni incendiari e di due tentativi di incendio boschivo», ha spiegato la Procura di Latina, in un comunicato. I due sono stati portati nella caserma della Forestale a Latina e saranno trasferiti in carcere del capoluogo pontino. In serata è stato espresso «apprezzamento» per la decisione del procuratore capo di Latina e del suo sostituto, dal ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. «Il fatto che si sia rimediato con tempestività è da valutare positivamente - ha detto il ministro -, questa nuova decisione rappresenta un segnale importante che contribuirà a infondere maggiori motivazioni alle forze dell’ordine, nel caso specifico al Corpo Forestale dello Stato, impegnate sul campo nel difficile lavoro contro i piromani».