Pat Martino, resurrezione al Blue Note

C’era una volta, quasi mezzo secolo fa, un film di Alfred Hitchcock, La donna che visse due volte(1958), molto lodato e molto celebre. Il jazz, invece, ha l’uomo che visse due volte: è lo straordinario chitarrista Pat Martino di Filadelfia, 63 anni nel prossimo agosto.
È nato come Patrizio Azzara ed è ovviamente di origine italiana. Arriva oggi al Blue Note (via Pietro Borsieri 37) per tenervi quattro concerti, questa sera e domani sera, alle 21 e alle 23.30. Con lui suonano Rick Germanson al pianoforte, Craig Thomas al contrabbasso e Vic Stevens alla batteria.
La vita e l’arte di Martino sono un romanzo quasi incredibile. La sua eccezionale disposizione per la musica, insieme con la preferenza per la chitarra, viene notata fin dalla prima infanzia dal padre, buon cantante di jazz, che naturalmente lo sollecita a studiare.
A 15 anni Pat suona già come professionista e ha dimestichezza anche con la chitarra a 12 corde. Si fa subito notare e poco dopo può collaborare con un maestro quale Sonny Stitt e dirige un quartetto di nomi illustri: Cedar Walton pianoforte, Richard Davis contrabbasso e Billy Hart batteria.
Nel suo stile ci sono benefiche influenze del grande chitarrista Wes Montgomery, di certa musica orientale e dell’avanguardia accademica da Elliott Carter a Karlheinz Stockhausen. In questo periodo incide album di grande rilievo come Strings!, Desperado, El hombre e Baiyna.
Nel 1975 viene colpito da emorragia cerebrale. Una difficile operazione lo salva ma gli fa perdere la memoria. Qui comincia l’odissea del «secondo Martino» che riprende a studiare la chitarra dal principio come quando era bambino.
I genitori gli fanno trovare chitarre in tutte le stanze per riproporgli l’immagine dello strumento. Impiega più di dieci anni per essere di nuovo il meraviglioso professionista di prima: nel 1987 ritorna sul palcoscenico, incide il cd The Return e la critica lo giudica più moderno di prima.
Il suo nuovo stile è molto speciale per alcune particolarità come l’accordatura personalizzata dello strumento, che dà alla sua chitarra Gibson un suono più «scuro» del normale, e per certi passaggi virtuosistici che vengono definiti «di Martino e di nessun altro».
Pat Martino
Blue Note, via Borsieri 37, ore 21 e 23.30, info 899-700022, ingresso 32 e 19,20 euro