Patacca della sinistra: «Renzi candidato Pdl»

RomaFosse un film, sarebbe Un partito sull’orlo di una crisi di nervi. Che, a seconda dei giorni, ha bisogno del defibrillatore per qualunque notizia rimbalzi sui giornali (e quelli considerati «amici» godono di una certa attenzione). Così, se qualche settimana fa a mandare in agitazione pure deputati di lungo corso era stato l’appuntamento di Pavia organizzato dai giovani Formattatori, ieri ci ha pensato il sito dell’Espresso a imporre corpose dosi d’infusi alla valeriana. Il tutto nonostante il presunto «documento riservato» - secondo il quale Berlusconi avrebbe un «piano segreto» per candidare a Palazzo Chigi Matteo Renzi - fosse piuttosto «improbabile» già ad una prima lettura. Non che il Cavaliere non veda l’ora di disfarsi di un Pdl che non gli piace più - tanto che nonostante l’ex premier lo neghi categoricamente, anche i vertici di via dell’Umiltà iniziano a prendere coscienza del problema - ma pensare che davvero il candidato del centrodestra possa essere il sindaco di Firenze in corsa per le primarie del Pd pare piuttosto azzardato. Eppure basta questo - un documento, si scoprirà qualche ora dopo, scritto dall’imprenditore friulano Diego Volpe Pasini, avvocato e amico di Vittorio Sgarbi - a far saltare sulla sedia più di un dirigente del Pdl. Come a dire che nel partito ormai ci si aspetta di tutto.
D’altra parte, nella riunione che si è tenuta mercoledì sera negli uffici della Camera di Cicchitto la tensione era palpabile. Quella di Alfano per le dichiarazioni del Cavaliere sul ddl lavoro, ma soprattutto quella dei tanti ex An, convinti sia arrivato il momento di un cambio di passo rispetto al governo, da La Russa a Corsaro. Con loro, anche molti ex azzurri come Fitto, lo stesso Cicchitto e Verdini convinto che «se continuiamo così nel 2013 neanche raccogliamo le firme per presentarci alle elezioni». Ed è tanta l’insofferenza che c’è persino chi ipotizza un blitz sul governo così da mettere il Cavaliere davanti al fatto compiuto. Perché alla fine, ragiona uno dei presenti, per quanto dica che vuole staccare la spina «quando arriva la telefonata di Confalonieri finisce per dargli retta». E non è un caso che proprio ieri mattina, all’assemblea di Confcommercio, con più di un interlocutore il presidente di Mediaset abbia ribadito la sua convinzione che la linea da seguire sia quella della «responsabilità». L’idea del blitz, però, non convince tutti tanto che la Gelmini la considera impercorribile. Come pure non la vedono con favore Alfano o Fitto. Insomma, la verità è che bisogna aspettare di capire cosa davvero vuol fare il Cavaliere.
Ed è anche per questo che gli ex An sono in grande fibrillazione, tanto da far sondare un eventuale partito «di destra» che possa nascere da una scissione del Pdl: l’elettorato potenziale sarebbe intorno al 10%. Ma l’obiettivo è mettere le basi di un eventuale «governicidio». Così, c’era chi nella cena degli ex An di ieri sera voleva pure presentare un documento programmatico per iniziare a mettere nero su bianco la «svolta».
D’altra parte, che il Cavaliere pensi a qualcosa di diverso dal Pdl (che nei sondaggi di Alessandra Ghisleri sarebbe in leggera risalita, al 20%) non è più un segreto. «Sto mettendo a punto una lista. Mi hanno già dato la loro disponibilità Super Pippo, Wonder Woman, Tex e le Winx. Incerti Ciuchino il somaro e il bradipo dell’Era glaciale», è un sms che gira da qualche giorno tra i deputati del Pdl. Ecco perché tanta agitazione per il «piano segreto», che altro non è che una delle cento proposte che arrivano sulla scrivania del Cavaliere ogni giorno. Per giunta buttata giù da Volpe Pasini, non certo da un politologo di prima fila insomma. Eppure tutti a smentire. Bonaiuti parla di «romanzetto di fantapolitica», ma quello che se la prende di più è Renzi: «Espresso e dossier ridicoli: non è la prima volta, non sarà l’ultima. Se candidato, ne aspetto uno alla settimana. Però che schifo così...». Come a dire che l’obiettivo del settimanale era colpire lui per fare un favore a Bersani. E su Twitter e Facebook i fan di Renzi ci vanno giù duro: «È partita la macchina del fango». E questa volta non ce l’hanno con Il Giornale.
Commenti

Pietro DE MONTIS

Ven, 22/06/2012 - 10:24

Credo che il progetto di azzerare il Popolo della Libertà - possibilmente in tempi rapidi - per arrivare al lancio di una nuova forza politica Moderata di livello Europeo, sia una necessità stringente non solo per il PdL ma per tutto il Paese. L'Italia ha urgente bisogno di ritrovarsi in un progetto politico di alto spessore, come accadde nel secondo dopoguerra con la nascita della Democrazia Cristiana. Oggi la sfida che i Moderati non devono temere di raccogliere è collocare il proprio futuro oltre la storia degli ultimi vent'anni e dare vita ad un progetto più ampio, più interessante di quanto sia stato il Pdl. La "Rosa Tricolore", nel nome, raccoglie le identità profonde del sentire comune dei Moderati ( identità Nazionale e pluralità di voci, idee e tradizioni politiche ) con maggiore efficacia comunicativa rispetto al PdL. Un deciso "SI", dunque, ad un rapido cambio di passo. Quanto a Renzi... è un modo come un altro per "sparigliare il gioco" e rimescolare le carte.