Dal Patan comanda solo il peschereccio

Il dentice, è chiaro, quella sera doveva essere appena sbarcato dal peschereccio: cucinato alla ligure - olive taggiasche, aromi mediterranei, un filo d’olio extravergine, il resto è un segreto dello chef - esprimeva tutto l’arziglio del mare senza essere sopraffatto dal condimento. Ecco - mi son detto, prima di trascurare la compagnia e lasciarmi corrompere inesorabilmente dalla gola -, è proprio questo il modo di presentare il pesce agli amici del pesce. D’altronde, questo locale storico di Nervi dove sono approdato in una sera qualsiasi era conosciuto come «Trattoria degli amici». Del pesce, appunto. Che da queste parti arrivava ogni giorno come dono spontaneo del mare, mai «a comando». Vietato sedersi a tavola col conto fatto e chiedere allo chef: «Voglio un branzino al sale», oppure: «Mi fai una cernia di scoglio coi carciofi?». Il massimo consentito - e accettato di buon grado dai soliti amici, in realtà una schiatta di intenditori - era accomodarsi e attendere il piatto, sbocconcellando focaccia alla ligure, qualche acciuga all’ammiraglia e due cuculli accompagnati da un sorso di Coronata. Altri tempi, eppure anche oggi, dopo un sapiente restyling all’arredamento e il cambio di timoniere in cucina, il rispetto per le regole d’oro è rimasto. Se mai, c’è qualcosa di più. Il testimone è passato a Anna D’Urso, esperta e appassionata manager dell’ospitalità, che ha preso in mano la faccenda con entusiasmo e tanta voglia di fare senza strafare. I risultati, a poche settimane dall’inaugurazione, già si vedono e sono confortanti, grazie anche allo chef Roberto Carani. Menù soprattutto orientato al pesce di giornata, servito d’antipasto - con l’intrigante degustazione di piatti della tradizione e, sovente, la brandade di stoccafisso all’erba cipollina e olio extravergine o, in stagione, i rossetti alla piastra al profumo di maggiorana - e come primo (da non perdere i ravioli con salsa di vongole e zafferano). Come secondo - ma è solo un esempio visto che comanda sempre il peschereccio -, le proposte riguardano un saporoso fritto misto e tutto l’arcobaleno del nostro mare. E qualche piatto di carne - come la tagliata di manzo con insalata aromatica e aceto balsamico - tanto per accontentare tutti i palati. Un mondo a sé per i vini: scelta molto articolata di etichette italiane, dall’onesta Barbera ai principeschi Sassicaia e Tignanello, ma anche opportunità di degustazione a bicchiere. In ogni caso, lasciatevi convincere dai consigli di Anna e dall’estro di Roberto. Non ve ne pentirete. Né vi peseranno granché quei problemi - i coltelli della nostra rubrica - che fanno parte del rodaggio di una «band» avviata a ulteriori affinamenti: c’è da lavorare ancora sul guardaroba, la climatizzazione del locale, i tempi di servizio. Peccati veniali, comunque, che caratterizzano il mix ristorante-trattoria tipica, nel rispetto più autentico della tradizione e dell’innovazione.
«Patan», Genova Nervi, via Oberdan 157/r-159/r, telefono 010.323897-3728488; e.mail: trattoria.patan@yahoo.it. Chiuso domenica sera e mercoledì. Prezzo medio di un pranzo completo (vini esclusi): 35-40 euro. (Ultima visita: 13 febbraio 2007).