Patente F1, la rivolta dei piloti Ai ferraristi costerà mezzo milione

Salasso per tutti, record per Raikkonen e Massa. Hamilton ha speso per correre i guadagni 2007

Okay, va bene, d’accordo, trattasi di una storia di figli di un dio maggiore, molto maggiore, perché sono ricchi, coraggiosi e a volte persino belli. Sono ragazzi miliardari che vivono di donne e motori. Per cui va da sé che le loro vicende non solletichino lo sdegno popolare tanto più se qualcuno gli aumenta tasse e balzelli. Anzi, ben gli sta, è la naturale reazione.
I piloti di F1 sono però sul piede di guerra, in quanto anche i miliardari possono, come dire, incacchiarsi un filo se gli ritoccano i balzelli all’insù di quasi il 500 per cento. Da giorni, infatti, si sta irradiando una fitta rete di rapporti, soprattutto email ed sms, che li tiene in contatto in tempo reale. I piloti hanno infatti deciso di fare fronte comune contro l’incredibile aumento del costo della super licenza per correre introdotto a fine anno dalla Fia, la Federazione dell’auto del presidente un po’ dittatore Max Mosley. Questo, giusto per dire che Padoa-Schioppa non c’entra.
Se nel calcio le società pagano ai propri preziosi ragazzi persino l’alloggio, in F1 succede che l’attore principale di questo sport sborsi di tasca propria per il patentino per correre. Solo che fino alla passata stagione il balzello era così parametrato: 1.690 euro fissi a cui aggiungere 447 euro per ogni punto conquistato nel campionato precedente. Per dire: Raikkonen campione del mondo, con la regola 2007, avrebbe dovuto pagare 50.860 euro; con il ritocco appena introdotto (10.000 euro fissi e 2.000 per ogni punto) il ferrarista ha invece sborsato per la patente 2008 230mila euro; 228.000 Alonso ed Hamilton; 198.000 Massa.
«È stata una rivoluzione improvvisa. La Fia non ha neppure interpellato i piloti - rivela un addetto ai lavori -. Adesso tutti si stanno tenendo in contatto, sono in fermento, pronti a una mini rivolta». Non a caso Alonso e Webber, in qualità di rappresentanti, hanno scritto a Mosley e ieri è arrivata la risposta del presidente: «Cari signori - questo il senso - la Fia spende tanto per la vostra sicurezza, molto più di quanto riceva da voi per le licenze, per cui era giusto aumentare». Non finisce qui, hanno borbottato fra loro i piloti.
Paradossali restano comunque un paio di casi. Quello dei ferraristi, ad esempio: primo e quarto nel mondiale 2007, Kimi e Felipe, in totale devono versare quasi mezzo milione di euro. E quello di Lewis Hamilton? A fine 2007, per correre in questo campionato, ha dovuto girare alla Fia quasi tutti i suoi guadagni. Okay, va bene, d’accordo, sono dei privilegiati, e nessuno si turberà per loro, però alzi la mano chi non s’incacchierebbe se domani il bollo aumentasse di cinque volte?