Patente ritirata perché ubriaco: vigilante si spara

Un'ammenda da pagare, il sequestro dell'auto, il ritiro della patente per essere stato sorpreso alla guida con un tasso alcolemico superiore al consentito. E poi quel senso di vergogna di fronte ai genitori che all'alba di domenica sono scesi di corsa dal letto per andare a recuperarlo. Troppo per uno come Gabriele Aimar - 30 anni, guardia giurata della Mondialpol - che una volta arrivato a casa ha preso la sua pistola di ordinanza e si è sparato in testa. Dal piano di sotto i familiari hanno sentito il colpo ma quando sono arrivati nella camera da letto, Gabriele era a terra, in un lago di sangue. Immediati quanto inutili i soccorsi: il ragazzo è morto alcune ore dopo nell'ospedale di Cuneo.
Amici e colleghi non sanno trovare una spiegazione a un simile gesto, da parte di un ragazzo stimato da tutti per la sua calma, mai un atteggiamento o una parola sopra le righe. Forse in un momento di sconforto non ha saputo reagire alla vergogna di essere stato preso in fallo, proprio lui che la legge la rispettava e svolgeva il suo lavoro di guardia giurata in maniera attenta e precisa. Nel tragitto verso casa, ai suoi genitori Gabriele non avrebbe detto una parola, ma certamente il timore di perdere il lavoro era forte. Un problema che in quel momento a Gabriele deve essere sembrato insormontabile, tanto da decidere di prendere la Beretta d’ordinanza e farla finita.