Patenti «regalate» ai vip: non conoscevano l’italiano ma passavano l’esame

RomaNon parlavano una parola d’italiano. Eppure avevano preso la patente a pieni voti, superando i quiz nella prova orale. Ieri la polizia municipale di Roma ha stretto il cerchio attorno a un’organizzazione che, dietro il pagamento di cospicue somme di denaro, rilasciava a stranieri e non, documenti validi per mettersi alla guida.
E poco importava se gli aspiranti automobilisti non conoscevano la differenza tra la prima e la retromarcia o addirittura non distinguevano il segnale dello stop da quello della sosta. Per le agenzie di scuola guida, circa una quarantina finite nel mirino degli investigatori, i clienti, tra i quali molti personaggi del mondo dello spettacolo e dello sport, in particolare calciatori, erano tutti promossi a pieni voti. Ma solo dopo aver pagato cifre che oscillavano tra i 1500 e i tremila euro per superare facilmente la prima prova, quella orale dell’esame di guida. Facilitazioni anche nel test di pratica, che qualcuno avrebbe passato pur non essendosi mai presentato. In un appartamento riconducibile a uno degli indagati è stata ritrovata anche la patente dell’attaccante della Juventus Mirko Vucinic che però, secondo gli inquirenti, non sarebbe coinvolto nel caso ma potrebbe risultare parte lesa.
Le indagini hanno preso il via nel dicembre scorso, dopo l’arresto di una vigilessa dell’VIII gruppo della Capitale accusata di aver preso soldi da extracomunitari per istruire pratiche false e rilasciare carte di identità e certificati. Secondo l’accusa la donna intascava il denaro assieme con un cittadino romeno, catturato dai carabinieri di Tor Bella Monaca nel corso della stessa operazione. Gli accertamenti, però, si sono allargati a macchia d’olio quando gli uomini della municipale capitolina, durante i controlli di routine sulle strade, si sono trovati davanti sempre più spesso stranieri, soprattutto romeni, cinesi e bengalesi, che non capivano la nostra lingua.
Alle 5 di ieri mattina è scattato il maxi blitz contro le patenti facili. Un centinaio le perquisizioni effettuate in autoscuole e abitazioni di Roma, Fiumicino e Ciampino, su disposizione dei sostituti Carlo Lasperanza e Roberto Felici della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma.
Tra le persone coinvolte in questo giro d’affari, circa un centinaio, ci sono dipendenti e titolari di scuole guida, funzionari pubblici e soggetti che avevano rapporti con la Motorizzazione Civile di Roma, scesa in campo con la Procura per smascherare i truffatori. Tutti gli indagati sono ora accusati di corruzione. Nel corso delle operazioni i vigili hanno sequestrato non solo patenti di guida, ma anche altra documentazione utile al rilascio delle stesse per un giro d’affari che arrivava a fruttare alcuni milioni di euro.
Non è l’entità dei guadagni illeciti, però, a far impallidire quanto il fatto che senza l’intervento delle autorità ci sarebbero stati cento potenziali pirati della strada in più nel nostro Paese, dove il fenomeno nei primi sei mesi dell’anno ha registrato un’impennata del 39 per cento. E non è un caso, se si pensa che appena una settimana fa a Torino è stata scoperta un’organizzazione che con una serie di stratagemmi faceva ottenere il rinnovo della patente anche ad alcolisti e tossicodipendenti.
«L’operazione della municipale romana - ha commentato ieri il sindaco Gianni Alemanno - è una garanzia a tutela di tutti. Patenti, assicurazioni regolari e guida cosciente sono la prima garanzia per lottare contro la piaga delle tragedie sulla strada».