Patenti, in vendita i punti delle nonne

Centinaia le offerte che sono apparse su internet, si parte da un minimo di 250 euro per punto e si arriva a un massimo di 1500 euro

Manila Alfano

Da quando il governo Zapatero ha pensato di introdurre la patente a punti gli automobilisti spagnoli non hanno più avuto pace.
Quei dodici punti a disposizione erano troppo pochi, sparivano come niente; due punti in meno per le luci spente, meno 6 se la prova del palloncino va male, altri 6 se si supera più del 50% il limite di velocità consentito. E allora che fare con i controlli severissimi che non danno tregua?
Il rimedio è arrivato quasi due mesi dopo: d’ora in avanti i punti si recuperano non stando attenti ma direttamente su internet. Si comprano a caro prezzo. I più furbi e i più indisciplinati si sono incontrati e hanno trovato il modo di aggirare l’ostacolo.
Basta cliccare su google e si trovano centinaia di offerte. «Vendo ogni punto a 250 euro, ossia se vi beccano voi pagate la multa, e io vi offro i dati di mia nonna che si dichiara conducente del mezzo al momento dell’infrazione». Questo è uno dei tanti messaggi che si possono trovare in internet da quando è entrata in vigore la patente con i punti.
Basta inserire come parola chiave vendo o compro punti e appaiono decine di pagine dove si commerciano punti a partire da 200 euro fino ad arrivare a 1500 euro ognuno. Moltissimi internauti decidono addirittura di lasciare l’indirizzo internet per essere contattati dagli acquirenti di punti e iniziare le trattative. Altri organizzano una vera e propria asta, altri ancora fanno i saldi: 300 euro ogni punto, a partire da quattro ve li lascio a 270».
Ultimamente la vendita è apparsa anche su ebay, la più famosa casa di aste su internet, che ha pubblicato un annuncio in cui gli interessati avevano a disposizione tre giorni per fare le loro offerte.
Affinchè il tutto non venga preso come scherzo, in uno die fori si legittima l’iniziativa, spiegando che l’idea non è poi così strana come sembra: «Una persona che ha la patente e non la usa perchè non ce l’ha bisogno o non ha la macchina e non ha nessuna intenzione di comprarsela dispone di dodici punti che non gli servono. Tu vai in autostrada e ti prende un radar a 160km/h. Ti arriva la foto a casa con la multa da pagare e la notifica dei punti che ti toglieranno. Tu vai dalla polizia e dici che non eri tu che guidavi, che ero io e lo confermo. Tu paghi la multa e paghi me per i punti che mi tolgono».
Uno stratagemma da furbi che sembra funzionare bene. Un messaggio di una ragazza diceva: «Sono disperata! Ho bisogno assolutamente di punti, pago qualsiasi cifra perchè devo usare la macchina per lavoro ogni giorno!». A questo punto è facile immaginare il commercio di punti recuperati da nonni zii e lontani parenti che non usano più la macchina e che volentieri si prestano al gioco per far guadagnare un po’ di soldi al nipote squattrinato.