Paternità e creatività: la doppia crisi di Simon

Crisi personali, professionali e creative, legami affettivi che scavano nel passato, amicizie e sentimenti da riscoprire, confronti generazionali che smuovono l’anima e fanno conoscere qualcosa in più di se stessi. Ecco alcuni ingredienti base che, spolverati di ironia, Neil Simon mette insieme in «Un giardino di aranci fatto in casa», da questa sera al teatro Manzoni nell'allestimento diretto da Patrick Rossi Gastaldi con Gianfranco D’Angelo e Ivana Monti interpreti. Già partner, nelle ultime due stagioni, del fortunato spettacolo «Indovina chi viene a cena?» (regia sempre di Rossi Gastaldi), i due attori formano una coppia quanto mai ideale per accondiscendere le sfumature caratteriali e la brillantezza di fondo della pièce. Perché qui si parla di un famoso sceneggiatore di Hollywood divorziato da tempo (D’Angelo) e legato a una nuova compagna (Monti) che, caduto in un preoccupante stato di stallo creativo, trova nel ritorno inatteso della figlia ormai diciottenne, aspirante attrice e pressoché sconosciuta all’uomo (Simona D’Angelo) uno sprone a cambiare qualcosa di sé. Salvo poi doversi adeguare alla prevedibile fuga della ragazza, consapevole che il suo posto sta accanto alla madre, vicino a colei che l’ha cresciuta e l’ha sempre guidata con amore. Dunque, sebbene leggero e comico, il testo offre non pochi spunti di riflessione dimostrandosi, tra l’altro, quanto mai attuale e adatto a un regista come Rossi Gastaldi, capace di muoversi con agilità tra i registri agrodolci. Tanto più che in questo nuovo lavoro si avvale di un primo attore che è un vero simbolo della comicità italiana e di una prima attrice di ben noti talento ed eclettismo. Repliche fino al 15 febbraio.