«Patetica l’indignazione dell’opposizione»

Buttiglione: «I vescovi hanno il diritto di parlare, poi ognuno fa le sue scelte»

da Roma

L’indignazione della sinistra di fronte al richiamo del Santo Padre al Sinodo dei Vescovi è «ridicola e patetica». A dirlo è il ministro dei Beni Culturali, Rocco Buttiglione. «Quando il Papa dice qualcosa che tocca la politica a favore della sinistra, la sinistra giubila - osserva Buttiglione -. Quando invece è contro le sue posizioni, e la sinistra ha la coda di paglia, allora la definiscono ingerenza. È un modo di fare vergognoso». Papa Benedetto XVI ieri ha lanciato un appello affinché Dio non venga «bandito dalla vita pubblica» e Buttiglione ricorda che «il Papa ne ha per tutti, anche contro di noi, a volte, ma noi non reagiamo così. Noi riflettiamo e cerchiamo di capire perché dice certe cose. Ma non gli neghiamo il diritto di parlare». Nessuna violazione del Concordato, dunque. «Il Concordato non è un patto attraverso il quale la Chiesa scambia il diritto di parola con qualche soldo. I vescovi hanno diritto di dire tutto quello che vogliono - insiste Buttiglione -. Poi ognuno fa le sue scelte e decide di seguire o meno l’invito della Chiesa».
Anche Francesco Giro, responsabile nazionale di Fi per i rapporti col mondo cattolico, apprezza il discorso del Papa e giudica le sue parole «un vero atto di accusa contro la violenza», meravigliandosi del fatto che «questo appello venga oggi duramente respinto dalla sinistra radicale ed estremista».
La pretesa di mettere a tacere la Chiesa, prosegue Giro, «è il più bel favore che si possa fare all’ideologia dell’odio e della sopraffazione dell’uomo sull’uomo». È tanto evidente, conclude Giro, che se ne è accorto persino «il segretario dei Ds Fassino» dimostrando «un crescente fastidio per la deriva anticattolica e laicista che sta interessando una larga parte della sinistra e dell’Unione di Romano Prodi».
Luca Volontè, capogruppo Udc alla Camera, condanna «le reazioni di comunisti e radicali, come quella di Scalfari» perché «denunciano una chiara tentazione di ridurre la libertà di opinione e di azione dei cattolici».