Patrick Vidal inaugura il Festival gay

A Parigi, quando c’è da dettare le danze per il popolo gay (ma non solo), l’inossidabile Patrick Vidal è (quasi sempre) in prima linea. Deejay resident di alcune tra le più quotate (e alternative) «one-night» della capitale transalpina (ultimamente la più gettonata si chiama «Monoculture»), animatore dei primi, bollenti «after-party parisiens», nonché pioniere della house music in Francia, non si sbaglia a definire Vidal una sorta di icona underground della club culture in riva alla Senna. L’ex chitarrista punk (nei primi anni Ottanta con i Marie & les Garçons) è stato convocato, via Centre Culturel Français di Milano, per animare - alla sua maniera (dalla house all’electro, alternando classici e nuove tendenze...) -, il party d’inaugurazione dell’edizione numero 19 del FilmFestival GayLesbo. Appuntamento stasera, a mezzanotte e dintorni (ingresso libero con biglietto o abbonamento alla rassegna fino alle 2), al Plastic di viale Umbria 120. A seguire, l’esibizione, a suon di electro-cabaret, della drag queen Corrine, nell’interpretazione del trasformista Sébastien Viot, autore, regista e attore di un teatro ribattezzato «interventista».
E nei prossimi giorni, altre feste scandiranno le nottate del festival. Domani, per esempio, al Cox 18 di via Conchetta 18 (dalle 22.30 in avanti, ingresso con sottoscrizione), le Pornflakes Queer Crew, alle prese con lo «Stigma party», daranno vita a una performance di rottura tra dj e live set punk-elettro ed eccentricità assortite.
Sabato, infine, rigorosamente dopo la mezzanotte, nell’ambito della serata «Billy» all’Amnesia di via Gatto angolo viale Forlanini (ingresso 18 euro), scende a Milano un’altra star del deejaying parigino, Michael Kaiser, specialista di tech e hard-house, di casa al Queen Club di avenue Champs-Élysées.
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