Patron geloso:«Ha già baciato Galliani?»

Claudio De Carli

Appena sceso all'Ata di Linate c'era ad attenderlo Adriano Galliani e i due si sono baciati. Magari il Massimo era lì, a uno o due hangar di distanza dove parcheggia l'aeromobile di famiglia, i sentimenti portano lontano. Gliel'hanno chiesto al presidente: «I due si sono abbracciati - ha chiesto incredulo -, e baciati? Io non l'ho visto...». Pirlo, Seedorf, Vieri... figuranti davanti a Ronie che lo chiamava e gli chiedeva di tornare, quando non era lo stesso presidente a farlo. «È strano averlo visto assieme agli altri... è una situazione che sembrava assurda fino a qualche tempo fa. Ora che l'affare si è concretizzato lo è ancora di più. Soprattutto da un punto di vista estetico. Ma riusciremo a superarla». Ha concluso Massimo Moratti con un plurale che intende coinvolgere tutto il popolo nerazzurro in conclamato stato confusionale.
Fino a ieri Ronie era ancora il miglior centravanti in circolazione, da oggi Ronaldo è del Milan: «Calma, rispetto ai miei tempi è ovviamente meno veloce - ha commentato Gigi Simoni nell'evidente tentativo di risollevare l'anima nerazzurra -. Ancelotti dovrebbe adattare il suo gioco a questa nuova realtà e mi spiego: nove anni fa, noi dell'Inter siccome lui era velocissimo, gli lasciavamo mezzo campo libero per i suoi sprint. Oggi lui è assolutamente meno scattante, quindi ha bisogno di meno campo a disposizione. Ancelotti non può fare un contropiede con Ronaldo, al massimo potrà fare un contropiedino...». E in un colpo solo ha scoccato un dardo avvelenato e spiegato perché il suo schema ai tempi era Pagliuca-Ronaldo e il resto di contorno. Molto duro Marco Materazzi: «Ronaldo era mio compagno e grande amico, ma gioco per l'Inter e se dovrò affrontarlo in un derby state certi che non guardo in faccia a nessuno, mi comporto così anche quando affronto i miei compagni in nazionale». Luca Toni circa sei giorni fa se ne era già accorto. Poi ci sarebbe anche Evaristo Beccalossi, un ultras travestito da pacato commentatore interista, che candidamente ammette: «Ronaldo al Milan? Non mi interessa. Giuro, non mi interessa, è un problema suo», detto e ripetuto almeno una trentina di volte al giorno su Telelombardia, commento che raccoglie l'unanime comprensione di chi conserva un minimo di sensibilità. «Però lui non era in campo - ha commentato Moratti -, quindi l'effetto è stato relativo». Già, il peggio deve ancora arrivare.