Patti Lateranensi Domani il premier incontra in Vaticano i vertici della Chiesa

L’anno scorso, il caso Boffo, quest’anno, molto di più: lo scandalo Ruby, il premier rinviato a giudizio con rito immediato, le richieste di dimissioni, i partiti che si scrutano e in alcuni casi lanciano offerte, il rischio elezioni evocato a giorni alterni. E poi le critiche di una parte consistente del mondo e della base cattolica. Cade in questo quadro confuso e difficile la cerimonia per la celebrazione dei Patti Lateranensi che si terrà domani all’ambasciata italiana presso la Santa Sede e l’oggetto dell’evento rischia di restare in secondo piano. Più urgente appare decifrare il tenore delle relazioni tra l’attuale maggioranza e le gerarchie ecclesiastiche, prevederne l’eventuale impatto politico e verificare se all’evento ci registreranno defezioni di calibro o invece tutti i «big» attesi saranno presenti. A cominciare da Berlusconi, che al momento sarebbe assolutamente intenzionato a partecipare. La tabella di marcia vuole che a palazzo Borromeo, il segretario di Stato vaticano, cardinale Bertone, e il capo dei vescovi italiani, cardinale Bagnasco, si ritrovino fianco a fianco con il presidente del Consiglio. La «scaletta» prevede un bilaterale tra i due primi ministri, ossia Berlusconi e Bertone. Resta da capire quali umori accompagnino l’evento. Imbarazzo? Tensione? Forse, più semplicemente, per lo meno da parte della Santa Sede, l’obiettivo è contenere il tutto entro i confini del «low profile». Non enfatizzare, non contribuire a creare situazioni che possano prestarsi a doppie letture.