Patto anti-graffiti del Comune: così spariranno da 30mila palazzi

Contro i vandali della bomboletta spray, che nelle facciate degli edifici di Milano hanno trovato per anni la superficie preferita per esprimere le loro pulsioni «artistiche», il Comune di Milano da solo non può farcela. Nonostante il successo ottenuto nel 2006 dalla campagna «I lav Milan!», che ha visto la ripulitura di oltre 5mila stabili per una superficie superiore a 607mila metri quadri, il lavoro che resta per rimuovere i graffiti dai muri di tutti gli edifici della metropoli resta enorme: oltre 30mila palazzi da ripulire. Per realizzare un tale compito è indispensabile la collaborazione dei cittadini, di chi possiede o vive nei palazzi presi di mira dai sedicenti «writers».
Questa la considerazione dalla quale è nato l’accordo di collaborazione siglato tra il Comune, l’Amsa e gli amministratori di condominio milanesi che fanno capo all’Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari). Obiettivo dell’intesa tra Palazzo Marino e privati, offrire ai condomini della città un pacchetto di servizi di pulizia delle superfici esterne a prezzi abbordabili per tutte le famiglie. Con l’obiettivo di contrastare anche l’eventuale risporcatura della superficie trattata, la proposta formulata dall’Amsa consiste in un abbonamento di manutenzione della durata di cinque anni ad un canone contenuto, con i primi venti mesi di intervento gratuiti.
Per esempio per ripulire una superficie di 100metri quadri (quella dello stabile medio a Milano, che presenta un perimetro di 30 metri ed un altezza oggetto di intervento di circa tre metri) non si paga nulla per i primi 20 mesi di servizio di pulizia e le restanti 40 mensilità costeranno poco più di 72 euro (Iva esclusa). «Un paio di caffè al mese per ciascun nucleo familiare - ha commentato l’amministratore delegato dell’Amsa Carlo Petra -. Direi che si tratta di una cifra ragionevole per vivere in un palazzo lindo. L’obiettivo del nostro impegno è chiaro: fare in modo che gli edifici immacolati a Milano diventino la norma, e non, come invece purtroppo è adesso, l’eccezione».
«L’intervento svolto gratuitamente fino ad ora dall’Amsa - ha dichiarato Maurizio Cadeo, assessore all’Arredo, Decoro urbano e Verde del Comune di Milano - rappresenta un importante esempio della volontà di questa amministrazione di combattere il degrado e garantire un miglior decoro della città. Tuttavia - ha sottolineato - è assolutamente insufficiente. Da qui la ricerca di un coinvolgimento non episodico dei privati, facendo leva sulla sensibilità degli amministratori di condominio».