Il «Patto» dei paracadutati del Pd

L’appuntamento è fissato per mezzogiorno e mezzo, davanti alla chiesa di Boccadasse. Ma a chi transita da quelle parti già un’ora prima, il colpo d’occhio si presenta dei più invitanti: un gazebo attrezzato di ogni ben di Dio, focaccia, vino bianco, bibite, torte della nonna e dolciumi vari. E poi bandiere, magliette e manifesti con l’immagine di Walter-We can e le scritte «Gh’à femmo» e «Si può fare», e un impianto stereo che spara «Il cielo è sempre più blu». Insomma, uno spettacolo. Ma soprattutto, tutt’intorno c’è la folla delle grandi occasioni: una calca straordinaria. «Lo sapevo, il Partito democratico fa le cose in grande!» esclama uno capitato lì a caso, ma pronto ad aggredire il buffet. Eppure, c’è qualcosa che non quadra: sono quei sacchetti di riso in mano alla «folla oceanica»... Ecco, si scopre l’arcano: quasi tutti sono lì per un matrimonio. Nulla a che fare con la politica, e meno ancora con l’aspettativa della «lunga marcia» dei democratici - in testa Giovanna Melandri, Roberta Pinotti, Mario Tullo, Stefano Fassina e Andrea Orlando - che deve far tappa (e rifocillarsi) a Boccadasse prima di invadere, si fa per dire, il Porto antico. Difatti, quando arrivano i big e il seguito si conta meno di una trentina di podisti. In compenso, mentre prosegue l’assedio al banchetto, i candidati paracadutati da tutta Italia in Liguria nella lista dei veltroniani si danno da fare per illustrare il «Patto per la Liguria», una sorta di impegno formale a non scordarsi, una volta eletti, di quelli che hanno dato il voto. Risuona il rosario laico: Terzo valico, infrastrutture, sicurezza, pensioni, aiuti all’occupazione femminile. E, immancabile, l’extragettito che deriva dall’aumento dei traffici portuali. Fassina, che si attribuisce il merito del provvedimento, si sbilancia pure in cifre: «Quest’anno arriveranno 150 milioni di euro, che ci faranno realizzare il Terzo valico». Peccato che, nel frattempo, in soli tre mesi, i traffici portuali siano crollati di oltre l’11 per cento. Di questo passo sarebbe meglio parlare di infragettito. Ma Fassina è perdonato: siamo in campagna elettorale, per la cruda realtà c’è tempo ancora quindici giorni.