Patto federalista contro clandestini, nomadi e droga

Parte da Brescia il «patto per la sicurezza federalista». Il ministro dell’Interno lo ha siglato ieri, spiegando che la novità sta nel fatto che anche altri comuni della provincia potranno aderire: «Le modalità degli interventi saranno decise dai comuni, perché è ovvio che solo sul territorio si possono fare le scelte migliori e non certo da Roma». Il patto, il primo che Maroni firma da quando è ministro, prevede interventi per il contrasto della criminalità ma anche per l’integrazione. D’altra parte Brescia è una delle città italiane con il maggior numero di immigrati (150 mila i regolari tra città e provincia e 70 mila domande di regolarizzazione con l’ultimo decreto flussi). Misure specifiche sono previste anche per far fronte all’emergenza rom, per combattere lo spaccio di droga e contro la prostituzione.