Un «patto» per la Galleria Gli affitti non aumentano e le griffe la ristrutturano

Nuova vita per la Galleria. Con la trasformazione in «distretto commerciale», infatti, si potranno scrivere regolamenti ad hoc per gestire gli eventi, partecipare a bandi regionali e beneficiare di finanziamenti pubblici e privati. Il primo intervento sarà la riqualificazione di via Santa Redegonda, sponsorizzata dalla Rinascente. La delibera del nascente «Distretto Urbano del Commercio Galleria» prevede parallelamente l’istituzione di un «consiglio di condominio» per il rilancio del «salotto di Milano». La delibera di indirizzo per la sua costituzione, a firma dell’assessore al Commercio Franco D’Alfonso sarà varata la prossima settimana, insieme alle linee dell’amministrazione per l’uso di piazza Duomo. Un pacchetto che punta ad affrontare «da subito», dice D’Alfonso, i problemi della manutenzione del «salotto» della città, degli affitti e della tutela delle sue botteghe storiche.
Primo passo, la costituzione di una «commissione provvisoria», composta da rappresentanti dell’Unione del Commercio, degli esercizi della zona e dagli assessorati a Commercio, Urbanistica e Demanio: «Una sorta di consiglio di condominio - spiega D’Alfonso - un tavolo consolidato a cui spettano pareri vincolanti su ciò che riguarda la Galleria, in attesa che si concluda l’iter regionale per il Duc, il Distretto urbano del Commercio», strumento di rilancio dei centri urbani e del piccolo commercio finanziato con bandi dal Pirellone.
«Tra le priorità certamente la regolamentazione degli eventi - spiega Giorgio Montingelli dell’Unione del commercio - eventi che hanno una valenza, positiva e negativa. Noi vogliamo che la galleria sia viva, ma bisogna fare attenzione a non trasformarla in un suk. E poi la ristrutturazione delle volte di cristallo». All’ordine del giorno della commissione «la manutenzione, gli affitti e le botteghe storiche» e l’intervento di sponsor, come la Rinascente, o dei negozianti per la riqualificazione del salotto buono di Milano. «Diversi negozianti sono disponibili a sostenere le spese per la manutenzione straordinaria, in cambio ad esempio della stabilizzazione degli affitti». L’orientamento della giunta Pisapia? «Canoni più alti per gli uffici» e «tutela delle botteghe storiche», come Centenari e Bocca, «rigorosa, non un semplice riconoscimento come è ora». L’idea dell’assessore D’Alfonso è di «affitti calmierati in cambio della prelazione assoluta per il Comune» in caso di vendita della licenza. «Quella della Galleria - dice D’Alfonso - non sarà una gestione reddituale ma patrimoniale. Ci sono cose che fanno parte del marchio Milano e un patrimonio che va tutelato. Va bene intervenire sugli affitti ma non possono essere paragonabili a quelli di palazzi prestigiosi in altri luoghi della città».