Patto Genova-Ecuador per tutelare i giovani

Un patto tra Genova e la Repubblica sudamericana dell’Ecuador per favorire l’integrazione dei giovani equadoriani.
È quanto è emerso dall’incontro che si è svolto ieri tra l’ambasciatrice dello Stato latinoamericano, Geoconda Galan Castelo e il questore genovese, Salvatore Presenti. Sono circa 17 mila gli ecuadoriani che vivono e lavorano nella città della Lanterna, di questi settemila sono donne impiegate come badanti. Il diplomatico ha espresso preoccupazione per la sorte soprattutto dei giovani suoi connazionali, molti figli delle badanti, che non hanno lavoro e possono essere preda dell’abuso di alcol, droga e della delinquenza. Timori che, come ha spiegato l’ambasciatrice, sono aumentati ad quando in Ecuador sono giunti gli echi del caso della ragazzina ecuadoriana, residente a Genova, che è stata violentata da quattro ragazzi anche loro originari dell’Ecuador.
A questo proposito la signora Geoconda Galan Castelo ha annunciato che il Governo ecuadoriano ha intenzione di aprire a Milano un ufficio destinato esclusivamente a studiare e attuare, d’intesa con le autorità locali, progetti di integrazione destinati proprio ai giovani dell’Ecuador che vivono in Italia. Lo sportello opererà in stretta sinergia anche con gli enti locali genovesi e con il console ecuadoriano a Genova, Pablo Avilas. L’iniziativa, a cui collaborerà anche la prefettura, ha come obiettivo anche quella di arginare l’espandersi di bande giovanili tra gli immigrati latinoamericani.
Un progetto già sperimentato in passato quando, un anno fa, a Genova erano scoppiata la guerra tra gruppi di giovani, come il Latin Kings e in Netas, provenienti dall’America del Sud.