Un patto fra giornali per Genova e la Liguria

(...) Veniamo al merito del suo intervento: l’articolo a cui si riferisce lei non era piaciuto per nulla nemmeno a me, ma do atto volentieri al Secolo XIX e allo stesso Francesco Bonazzi di aver firmato ieri un bell’editoriale in cui non solo non demonizza l’inchiesta del Giornale, ma anzi chiede al presidente della Camera di fare chiarezza sul caso e sulla casa. A proposito, non abbiamo ancora sentito il senatore Musso, giustamente prontissimo ad occuparsi del vergognoso caso Brancher, dire una parola sulla vicenda. Ovviamente, lo aspettiamo, anche perchè sappiamo quanto sia sensibile a certi temi da persona onesta e pulita qual è.
Carissimo Bianchi, ultimo punto della sua lettera: quello relativo all’«occuparsi della concorrenza». Le dico senza problemi che condivido poco o per nulla molte delle scelte editoriali del Secolo XIX, così come di quelle di Repubblica e spesso anche del Corriere Mercantile. Ci mancherebbe altro che tutti scrivessimo le stesse cose.
Però, allo stesso modo, le dico che in questo momento Genova e la Liguria hanno la straordinaria fortuna di avere giornali che dicono cose diverse, ma guidati da persone perbene e ottimi giornalisti: da Umberto La Rocca al Secolo a Mimmo Angeli al Mercantile, passando per Franco Monteverde e la sua squadra, da Raffaele Niri ad Alberto Puppo al Lavoro-Repubblica.
Spesso e volentieri non sono e non siamo d’accordo con loro, ma riprovo a proporre un mio vecchio pallino: sui grandi problemi, sull’idea di dare un futuro a Genova e alla Liguria - prospettiva per cui la politica è assente o insufficiente - i giornali hanno un ruolo importantissimo. E farlo, anche da punti di vista diversi o addirittura opposti, insieme a persone perbene, è un ottimo inizio. Cari colleghi (ed amici) vi aspetto.