Patto tra Juve e Milan per Cassano e Gilardino Crespo-Kaladze: fatto

Accordo di non belligeranza tra Galliani e Moggi per non fare lievitare i prezzi dei due big. Il georgiano al Chelsea per 6,5 milioni. L’Inter vuol risparmiare su Vieri

Franco Ordine

Patto di non aggressione, o meglio la tregua dopo la guerra senza quartiere. Succede nel calcio-mercato come in politica o in diplomazia, e non c’è da scandalizzarsi. Così al culmine del feroce e polemico braccio di ferro in campionato tra Juve e Milan, ecco i primi segnali di distensione che arrivano proprio dal mercato. Moggi è un autentico esperto del settore ma anche Galliani se la cavicchia: appena i due dirigenti si ritrovano sulla stessa pista, scatta l’allarme. Di qui la necessità di non trasformare la competizione dichiarata tra Juve e Milan sul mercato in un trionfo per chi deve vendere. Cassano e Gilardino sono gli oggetti del dichiarato desiderio dei due club arrivati primo e secondo in campionato. Il Milan promette formalmente a Moggi di non interessarsi al talento barese - che può così andare a parametro zero, tra un anno, in bianconero senza esborso alcuno - e la Juve, di rimando, giura di non inserirsi nella trattativa tra Milan e Parma per Gilardino. È un modo come un altro per risparmiare e per tenere sotto controllo la voce stipendi calciatori ma anche per calmierare un mercato, frutto evidente della recessione che colpisce tutta l’economia nazionale, industria del pallone compreso. Il rinnovo della santa alleanza tra Juve e Milan rafforza la posizione dei due club nelle rispettive trattative: il negoziato di Cassano è in discesa per Moggi, quello per Gilardino può essere concluso, tra due o tre settimane, da Galliani senza preoccuparsi di un eventuale intervento esterno. Le parole di Ariedo Braida, a tal proposito, sono illuminanti: «Faremo il possibile e anche l’impossibile per portare Gilardino da noi». La chiosa di Ancelotti è un altro tassello del puzzle diplomatico: «È un mercato con risorse limitate, l’unica squadra che ha i soldi è il Chelsea, solo loro possono far tutto, tranne che arrivare a Shevchenko». Firmata l’intesa con la Juve, si passa all’accordo con il Chelsea che giura, in privato, a via Turati di non aver mai cercato il centravanti piemontese in forza al Parma attualmente.
Accordo col Chelsea. Il primo giorno di effettivo calcio-mercato, inaugurato con la firma del passaggio dal Milan al Messina del centrocampista Massimo Donati, in prestito, con possibilità di riscatto della prima metà, coincide anche con la riapertura del dialogo tra Chelsea e Milan e la virtuale conclusione del doppio affare, tessuto da settimane, e interrotto dallo strappo di dieci giorni prima. Hernan Crespo è da oggi la quarta punta del Milan: può sorridere Carlo Ancelotti che sull’argomento fa sapere che «esistono valide alternative all’arrivo di Gilardino» e probabilmente in cuor suo conosce già l’esito di questo retroscena. L’arrivo, in prestito per il secondo anno consecutivo, del puntero argentino con parziale rinuncia di parte dello stipendio (da 6 milioni netti l’anno scende a 4 milioni), è possibile grazie alla revisione della stima di Kaladze che adesso può richiudere le valigie e partire per Londra. Per il difensore georgiano il Chelsea paga, con uno sconto sostanzioso rispetto alla richiesta iniziale di 13 milioni di euro, una cifra che si aggira intorno ai 6,5 milioni. Nell’attesa che si sblocchi l’affare Gilardino e che si palesi l’azionariato del nuovo Parma (si parla di Matteo Cambi, patron della Guru), il Milan promette Dalla Bona alla Samp.
Samuel vuole il Real. Spiegazione semplice semplice delle difficoltà interiste nel chiudere con Samuel. L’argentino continua a ripetere il suo deciso rifiuto a trasferirsi da Madrid a Milano, con l’Inter. «Da qui non mi muovo» ripete nonostante la disponibilità nerazzurra a ritoccargli lo stipendio. Conferma da Montecarlo: Van der Meyde vola da Deschamps, giocherà in Francia, 6 milioni di euro il ricavato per le casse interiste. Da qualche giorno Moratti e i suoi si pongono il problema: come «tagliare» il superstipendio (13 milioni netti l’anno) di Bobo Vieri? Scartata l’ipotesi della risoluzione del contratto ma il rebus resta.

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