Patto ministri-sindacati E anche per gli statali detassati gli straordinari

Varata una cabina di regia comune sulla crescita economica. Cisl, Uil e Ugl: è la giusta direzione. E Tremonti consegna un foglio bianco a Epifani: fammi proposte...

da Roma

Proroga in vista per la detassazione di straordinari e premi di produttività. E nel medio periodo la riduzione del prelievo fiscale potrebbe riguardare anche i dipendenti pubblici, finora esclusi dalla misura. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nel corso dell’incontro con le parti sociali, ha annunciato che il provvedimento, in scadenza a fine anno, sarà rinnovato a gennaio se «il dividendo della crescita lo consentirà».
La proroga del provvedimento «sarà uno degli effetti» della redistribuzione della crescita e la detassazione sarà «progressivamente estesa anche al pubblico impiego». Sacconi ha inoltre ribadito che la detassazione dovrà essere legata ad una maggiore produttività e che i dividendi fiscali dovranno andare alle famiglie numerose e ai pensionati. Si tratta del primo obiettivo concreto del nuovo metodo che il governo Berlusconi intende adottare nel confronto con le parti sociali: una «cabina di regia», che partirà a settembre, per condividere le politiche di crescita.
L’impostazione è semplice: forte impegno per «un’equa distribuzione della ricchezza con scelte in accordo con le parti sociali». Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha descritto in questi termini la piccola rivoluzione copernicana. L’esecutivo, infatti, intende instaurare una «forma organica di confronto» con le parti sociali e per questo «con cadenza mensile» incontrerà sindacati e associazioni per discutere delle priorità dell’economia.
E che l’orientamento sia totalmente differente rispetto ai vecchi riti concertativi lo ha denunciato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, sottolineando che «i simboli valgono più delle parole», in riferimento alla scelta della sala polifunzionale di Galleria Colonna come sede del vertice rispetto alla tradizionale Sala Verde di Palazzo Chigi.
L’impegno è consistente, la simbologia è rinnovata e le premesse sembrano positive se, come ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. «c’è margine per una redistribuzione, oltre che del dividendo della crescita, anche del dividendo dell’efficienza». Il vero problema è il conflitto tra le proposte delle parti sociali per uscire dall’impasse della crisi.
«Condivido lo spirito della filosofia della proposta del governo. È giusto l’impegno sul dividendo fiscale, ma occorre concentrare i progetti e le risorse disponibili», ha affermato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che si è detto disponibile a «incanalare il malessere sociale verso una situazione virtuosa che possa avere delle prospettive» piuttosto che preannunciare il solito «autunno difficile» come ha fatto la Cgil. Sulle stesse posizioni il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, che ritiene necessaria una modifica del sistema fiscale.
Anche l’Ugl ha apprezzato, mentre la Cgil è ferma dall’altra parte della barricata. «La manovra è depressiva e serve a sostenere gli investimenti e la domanda interna con la redistribuzione e la restituzione del drenaggio fiscale», ha sostenuto Guglielmo Epifani. Per questo motivo il ministro Tremonti gli ha personalmente consegnato un foglio bianco sul quale annotare i «pro» e i «contro» delle proposte del governo. Una modesta sollecitazione a passare dalle parole alla concretezza dell’analisi.
Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha rilevato la necessità di risposte efficaci «sulla detassazione degli straordinari e sul finanziamento della contribuzione del salario variabile». Confcommercio, invece, preme per il federalismo fiscale. Qualsiasi decisione si prenda qualcuno resterà scontento.