Patto sicurezza, pronti tre milioni e un presidio di polizia al Triboniano

Il fondo messo a disposizione da Comune e Provincia servirà anche a contrastare l’abusivismo nei quartieri della movida

Un presidio fisso, anche di notte, al campo rom di via Triboniano. Più sgomberi nelle case comunali occupate abusivamente e controlli nelle aree a rischio di spaccio e degrado, come corso Como, Arco della Pace, Colonne di San Lorenzo, Navigli, i parchi. Sono i primi frutti, concreti, del «Patto per Milano sicura» siglato lo scorso maggio tra governo e istituzioni locali. Ieri il prefetto Gian Valerio Lombardi, il sindaco Letizia Moratti e il presidente della Provincia Filippo Penati hanno firmato la convenzione che crea il fondo per la sicurezza (gestito da Palazzo Diotti) che finanzierà un piano di interventi straordinari e urgenti contro la criminalità in città e provincia. Palazzo Marino si impegna a versare due milioni di euro entro 60 giorni, Palazzo Isimbardi contribuirà con un milione.
Milano, riassume il sindaco, «ha già individuato le priorità, nel presidio fisso a Triboniano, lo sgombero delle case occupate, il controllo delle aree dove sono presenti molti locali e luoghi di aggregazione». Non solo. «Abbiamo chiesto un’integrazione ai punti presenti nella convenzione - aggiunge la Moratti -: vogliamo un presidio fisso della Guardia di finanza all’Ortomercato e una maggiore lotta alla contraffazione nei mercati aperti». L’accordo, sottolinea il prefetto, «consente di offrire servizi ulteriori ai cittadini perché possiamo contare su risorse straordinarie». Questi tre milioni, fa presente Penati, «sono solo l’inizio, perché coinvolgeremo anche altri comuni. Il tema della sicurezza va affrontato in termini di area metropolitana». Massimo Ponzoni, assessore lombardo alla Sicurezza, sostiene che il patto locale per la sicurezza, «previsto dalla legge regionale, è lo strumento con cui si dà la possibilità alle istituzioni di condividere un progetto per rispondere concretamente alle esigenze dei cittadini».
Il vicesindaco Riccardo De Corato insiste anche su una maggior presenza di agenti attorno alla Centrale, specie tra l’una e le 4 quando la stazione è chiusa: «Ora - spiega - abbiamo puntato le telecamere e ogni notte registriamo risse tra 40-50 stranieri ubriachi, donne che vendono abusivamente alcolici in piazza. Vengono portate in questura, ma la sera dopo ne arriva una nuova». De Corato sottolinea le difficoltà a rispondere alle richieste di sicurezza dei cittadini: «La prostituzione in Italia non è reato - ricorda -. In viale Abruzzi i viados hanno addirittura preso un avvocato e hanno minacciato di denunciare il questore per sequestro di persona. Questo per dire ai cittadini della zona che per noi non è facile risolvere la situazione». «Abbiamo chiesto - ricorda - di mettere tre parole nella parte normativa, come disse giustamente Veltroni a Minniti: “È vietata la prostituzione per strada”. Questo sarebbe stato fondamentale per dare uno strumento alle forze dell’ordine».