Patty Pravo, Dolcenera Svolta a Sanremo: più pop, meno gossip

Si punta alla qualità. Nel cast anche i Nomadi e Noa in coppia con Carlo Fava

Paolo Giordano

da Milano

D’accordo che mancano ancora tre mesi e che Dante Ferretti, lui che è un premio Oscar, al Festival non ha ancora presentato neppure le scenografie. Però la macchina sanremese ha già un bel po’ di posti occupati, e una bella fila di aspiranti passeggeri, e quindi cammina già dritta sulla rotta per l’esordio del 27 febbraio. Innanzitutto la premessa: per Giorgio Panariello sarà impossibile ripetere l’abbuffata di Bonolis, che arrivò al Festival in stato di grazia, benedetto dagli ascolti di Affari tuoi e già sul punto di andarsene a Mediaset, ingolfato di adrenalina e capace di volgere a suo favore persino la polemica più insignificante. E poi l’afflosciarsi dell’effetto regolamento: rispetto allo scorso anno quando furono una delle novità, le categorie in gara saranno pressoché identiche (sparisce solo quella «classic»), e quindi si riduce la sorpresa. Perciò le attese di ascolti tv sono complessivamente più basse, con una flessione che dovrebbe oscillare tra i quattro e i sette punti di share. Infine c’è la controprogrammazione, che anche stavolta sarà corazzata, se non altro perché il giovedì sera, giornata tradizionalmente più fiacca, il Festival dovrà fare i conti con il Grande Fratello 6, che parte su Canale 5 a fine gennaio e quindi a marzo sarà già ben rodato.
Insomma, più che frizzi e lazzi, per convincere la platea il Sanremo numero 57 deve puntare sulla qualità. Dei presentatori: e infatti di fianco a Panariello molto probabilmente ci sarà Luciana Littizzetto, che è un peso massimo della risata, per di più non sovraesposta in tivù. E degli interpreti. E allora Patty Pravo. È una delle ultime autentiche signore della canzone d’autore, vive in un alone di mistero che trasforma in evento ogni sua apparizione (l’ultima al Festival è stata nel 2002). Lei ha già ricevuto l’invito ed è molto vicina a dare il suo sì. Arrivasse all’Ariston, sarebbe la diva assoluta.
Accanto, a quanto si dice, si troverà altri pezzi grossi come Noa in coppia con Carlo Fava (bravissimo, candidato al ruolo di rivelazione) e come i Nomadi, che con questo tipo di platee hanno poca confidenza ma sono da quarant’anni tra i best seller delle classifiche. O Gianluca Grignani e Alex Britti, fresco reduce da un musical scritto con Maurizio Costanzo e da un ciddì intitolato Festa (però con risultati non altrettanto festosi). O ancora Povia, quello che i bambini fanno ohh, escluso l’anno scorso per algebriche questioni di regolamento.
Ma a far notizia sarà anche il ritorno di Dolcenera, che al Festival di Sanremo era arrivata tra i giovani, vincendo, e l’anno dopo non era stata ammessa in gara dalla commissione presieduta da Tony Renis. Questa, dopo la vittoria di maggio al reality show Music Farm, potrebbe essere la sua consacrazione definitiva. E in qualche modo, proprio lei rende l’idea del candidato ideale al Festival 2006: tecnicamente ineccepibile (è una delle voci rivelazione dell’anno) e televisivamente non usurato. Proprio per questo è appesa a un filo la partecipazione di Al Bano. A Sanremo, dopo l’Isola dei Famosi e l’arcipelago Lecciso, tornerebbe finalmente nelle vesti di cantante ed infatti ha già presentato un brano che dicono molto buono. Però c’è un però: è in overdose da gossip.
Allora, in attesa dell’annuncio ufficiale del cast (di solito a gennaio), tutto è ancora nelle mani del direttore artistico Gianmarco Mazzi, manager esperto che ha già addomesticato il Festival sia al fianco di Tony Renis che di Paolo Bonolis. Rimangono da decidere i nomi dei superospiti stranieri (magari Mariah Carey, rinata dopo la crisi), di quelli italiani (Panariello vorrebbe Renato Zero) e del vincitore del premio alla carriera (forse Claudio Baglioni). Ma se si punta più alla qualità che allo share tv, la rotta è già tracciata.