Paulina Rubio, il pop dance è donna e ha grinta da vendere

Tra i suoi modelli Frida Kahlo e Evita Perón Vanta collaborazioni con Slash e Miguel Bosè

Dice che le piacciono le donne decise. Quelle che sanno restare indipendenti nel lavoro e che hanno il coraggio di buttarsi a capofitto nell’amore. E cita, per farsi capire meglio, Frida Kahlo, Evita Perón, Virginia Woolf. Che c’entra poco, forse, con il suo personaggio, ma suggerisce quella tenacia e quella creatività artistica che lei butta sul palco. Nel ritmo, nei gesti, nel look.
Paulina Rubio, occhiali scuri e boccoli dorati, nome di punta della pop dance latina, arriva a Milano questa sera, ospite del Festival LatinoAmericando al Datch Forum di Assago.
Da pochi mesi sono usciti due singoli: il primo, «Nada puede cambiarme», vede la partecipazione dell’ex chitarrista dei Guns ’n’roses Slash. Il secondo, «Nena», quella di Miguel Bosè. Com’è stato lavorare con loro?
«Siamo amici, prima di tutto. La nostra collaborazione nasce da questo, da una sintonia che va oltre il lavoro. E quindi posso dire che è stato bello, esattamente come quando ti trovi fianco a fianco con persone con cui stai bene».
Il suo ultimo disco, nel settembre del 2006, si intitola «Ananda». Che cosa significa?
«Vuol dire felicità, in sanscrito. Ed è quello che cerco di comunicare al mio pubblico quando sono sul palco. La cosa più importante per me è che la gente si senta vicina alle mie canzoni, riesca ad identificarsi, “senta” la mia musica».
A Milano, questa sera, ci arriva per la prima volta. Quanto meno in un concerto live. Le piace la città?
«Moltissimo. Questa è la culla della moda, e io ne sono molto affascinata. E poi amo molto le metropoli. Abito a Miami, ho diverse case in Spagna tra cui una casa a Madrid. Mi dispiace solo non poterci stare molto, quello di stasera è il cinquantesimo concerto».
Cittadina del mondo, insomma. Ma sempre con un fortissimo dna latino...
«Sì. Viaggiare, in effetti, è una delle mie passioni. Ma con lo sguardo sempre puntato alla mia terra, che è il Messico. Da sette mesi ho messo in piedi una fondazione per aiutare la gente del Quintana Roo, uno dei 31 Stati messicani nella Riviera Maya. C’è molta povertà e ci sono tantissime donne che muoiono tentando di emigrare negli U. Il mio pensiero è rivolto a loro».
Datch Forum di Assago
ore 21. Ingresso 20 euro