Paura per il colosso Aig: si spera nel governo Draghi: "Capitali banche sufficienti per reggere"

Il fallimento della <strong><a href="/a.pic1?ID=290789">banca americana</a></strong> continua a far paura. Ma la bancarotta <strong><a href="/a.pic1?ID=290777">non travolgerà l'Europa</a></strong>. Trema il colosso assicurativo Aig. Pesanti iniezioni di liquidità da
Bce e Federal Reserve. Mercati azionari in picchiata: calo record per Ubs a Zurigo. Trema anche Hbos

Milano - Gli effetti per il crac Lehman continuano a farsi sentire in tutto il mondo. A pesare sono sempre le vicende su Lehman Brothers, Merrill Lynch e il gigante assicurativo americano Aig su cui è stato appena è appena tramontata l'ipotesi di una soluzione privata con un maxi-finanziamento da 70-75 miliardi. Il mercato si aggrappa alla possibilità di un intervento del governo: secondo indiscrezioni, infatti, la Fed starebbe esaminando il caso del colosso assicurativo, e un'assistenza da parte delle autorità è una "possibilità".

Banche centrali in azione Banche centrali di nuovo in azione con massicce iniezioni di liquidità supplementari nei rispettivi circuiti interbancari, per garantire un corretto funzionamento dei mercati. In mattinata la Bce ha iniettato altri 70 miliardi di euro, di nuovo con un’asta su prestiti con scadenza a un giorno. Il totale delle richieste giunte dalle banche è risultato superiore ai 102 miliardi e i prestiti sono stati mediamente assegnati dalla Bce ad un tasso del 4,4%, a fronte del 4,25% di riferimento. In serata, invece è toccato alla Federal Reserve correre in aiuto ai mercati finanziari per l’ennesima volta procedendo a un'iniezione di liquidità per un valore di 70 miliardi di dollari. La decisione ha prodotto gli effetti sperati, con Wall Street che ha ridotto le perdite. L’iniezione di liquidità è stata effettuata attraverso due interventi separati, uno del valore di 50 miliardi di dollari, l’altro di 20 miliardi.

Draghi: "Capitali banche resisteranno alla crisi" Il capitale del sistema bancario a livello aggregato "è sufficiente, in uno scenario ragionevole, a preservare il sistema nel suo complesso da un crollo sotto le soglie dei requisiti patrimoniali richiesti". Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi in un incontro organizzato dalla Bundesbank a Berlino. Secondo il numero uno di Via Nazionale però, "la distribuzione del capitale ovviamente ha rilevanza". "La crisi finanziaria che stiamo affrontando è una delle più dure e complesse dei nostri tempi", ha detto Draghi. "Le sfide - ha aggiunto - saranno sostanziali: restaurare la stabilità dei prezzi per sostenere la crescita e garantire che i necessari aggiustamenti nei bilanci bancari e in quelli delle famiglie, oltre che la correzione degli squilibri mondiali, avvengano in modo ordinato". Secondo Draghi ciò richiederà "un’azione sul fronte monetario, su quello fiscale e su quello normativo", oltre che un’azione decisiva sul fronte privato. Per affrontare le crisi finanziarie serve "una più forte cooperazione e la condivisione delle informazioni tra le autorità sia nazionali sia transfrontaliere".

Goldman Sachs: gli utili affondano del 70% Affondano del 70% gli utili del colosso finanziario Usa Goldman Sachs nel terzo trimestre. È il risultato peggiore dal 1999. La più grossa banca d’investimento statunitense annuncia profitti netti di 845 milioni di dollari (1,81 dollari ad azione), in calo rispetto ai 2,85 miliardi di dollari di un anno fa (6,13 dollari ad azione). Il fatturato si dimezza a 6,04 miliardi di dollari, contro i 12,3 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2007. "È stato un trimestre difficile - spiega l’amministratore delegato Lloyd Blankfein - Abbiamo assistito a un calo dell’attività della clientela e ad una discesa delle valutazione degli asset".

Trema il colosso Aig Il titolo del colosso assicurativo Aig affonda del 74% a Wall Street e poi recupera qualcosa. Attalmente è quotato 3,29 dollari. Ieri il titolo era sceso del 60,8%. La compagnia "ha un giorno di tempo" per trovare i capitali necessari, altrimenti perderà la linea di credito da 20 miliardi di dollari trovatagli dalla Fed di New York. Lo fa sapere in un’intervista alla Cnbc il Governatore di New York, David Paterson. La Fed ha poi chiesto a JPMorgan Chase e a Morgan Stanley di trovare un pool di banche disposte a prestare tra i 70 e i 75 miliardi di dollari ad Aig.

Fmi: "Tempesta senza precedenti" "Una crisi creditizia senza precedenti". così Dominique Strauss-Kahn, presidente del Fondo monetario internazionale commenta la tempesta finanziaria di questi ultimi giorni. "Stiamo affrontando una crisi finanziaria senza precedenti, che viene dal cuore del sistema mondiale - ha detto Strauss-Kahn - e non dalla periferia, contaminando l’intero pianeta nello stesso momento". Alcune parti del mondo sono più o meno colpite, ma il rallentamento è generale, sottolinea il presidente del Fmi, aggiungendo che "l’intera economia mondiale pagherà in termini di crescita un tasso compreso tra lo 0,5 e il 2%", compresi Cina ed Europa. "A differenza della crisi finanziaria del 1929, oggi abbiamo degli strumenti che non ci consentono di evitare la crisi, ma almeno di attenuarne e correggerne gli effetti". A proposito dei timori di un effetto domino nella crisi finanziaria originata dal tracollo Lehman Brothers, Strauss-Kahn afferma che "la ristrutturazione di alcune banche degli Usa non deve creare panico, anche se non possono essere escluse tensioni nel breve periodo".

Indici europei negativi Nuova seduta in rosso per le Borse europee. Sul finale tuttavia gli indici hanno limato le perdite sulle voci di salvataggio pubblico del colosso delle assicurazioni Usa. Il mibtel ha perso il 2,52% e l’s&p/mib il 2,72%. Bene i titoli delle società legate al dollaro, tornato a rafforzarsi nei confronti dell’euro, e il comparto auto, grazie al calo del petrolio. A Francoforte l’indice Dax chiude a 5.954,26 punti con un calo dell’1,81%. A Parigi il Cac 40 a 4.088,36 punti lascia sul campo l’1,93%. A Londra il Ftse-100 a 5.025,6 punti perde il 3,43%. Lo Swiss Market a 6.732,93 punti perde il 2,97%: le azioni di Ubs, la banca europea più colpita dalla crisi dei subprime, hanno registrato un calo record alla borsa di Zurigo.

Crolla il prezzo del barile Prosegue con decisione il calo dei prezzi petroliferi, mentre a dispetto delle rassicurazioni giunte da alcune istituzioni internazionali tra gli operatori prevale il timore che la nuova ondata di turbolenze finirà per compromettere ulteriormente la crescita economica e così anche la domanda di oro nero. Negli scambi dell’after hours sul Nymex, la Borsa delle materie prime di New York, i futures sul greggio in prima scadenza calano di 3,37 dollari rispetto al fixing di ieri, con il barile di West Texas Intermediate a 92,34 dollari. Nel frattempo a Londra il barile di Brent, il petrolio del Mare del Nord, cala di 3,38 dollari a quota 90,86. "La gente sta vendendo tutto: c’è una componente di panico", avverte Jonathan Kornafel, direttore della divisione mercati asiatici per la Hudson Capital Energy.

Ingenti perdite nel Golfo Sono ingenti le perdite registrate dai mercati finanziari dei paesi del Golfo in seguito al fallimento della banca americana Lehman Brothers e alla diminuzione dei prezzi del greggio. Attualmente, l’indice è al di sotto dei livelli di chiusura del 2007, tenuto conto che la borsa è in calo costante dal 20 agosto e soffre di una crisi di liquidità. A determinare la crisi dei mercati di Abu Dhabi e Dubai è soprattutto l’influenza del calo delle azioni immobiliari. Il valore di mercato generale delle sette piazze del Golfo è diminuito di circa 200 miliardi di dollari rispetto a quello registrato alla fine del 2007. Le variazioni cui si assiste sui mercati finanziari americani hanno spinto le principali società di investimenti nei paesi del Golfo a deviare i propri capitali da quei mercati, come ha spiegato un responsabile vicino al Qatar Investment Department, secondo cui il dipartimento ha deciso di assumere un atteggiamento prudente. Dal canto suo, l’analista Muhammad al-Ghibari ritiene che al momento il mercato sfugge alle considerazioni tecniche, in quanto procede sulla base delle notizie e delle circostanze economiche e non secondo le sue proprie regole.