La paura delle corna? È una cosa da ragazzi

RomaI brufoli li devastano e il ferretto ai denti li opprime, ma è il verme della gelosia a roderli dentro. Sono i giovani tra i 16 e i 21 anni d’età, che «campionati» dalla Jean Vigo Italia della produttrice Elda Ferri (per il lancio del film L’infedele Klara, di Roberto Faenza), mostrano un lato davvero sorprendente, fatto di rancore e rabbia. Sentimenti negativi, emersi da oltre 900 ragazzi, scelti in tre scuole superiori di tre province italiane (Nord, Centro e Sud), anche oggetto d’analisi approfondita, ieri, nel corso del Jealousy Day, una Giornata della gelosia all’insegna dei sondaggi. Stando ai quali, il 90% del target giovanile risponderebbe «no» alla domanda: «Ti vergogni d’essere geloso?». Si evidenzia, dunque, un’inversione di tendenza, rispetto alle generazioni precedenti, cresciute all'ombra del permissivismo postsessantottesco, con il suo corollario di coppie aperte, tolleranza del tradimento ed elaborazione forzosa della volontà di possesso.
Dopo tante aperture, frutto di un’ideologia precisa, i nostri ragazzi attualmente desiderano chiudere i confini del proprio io amoroso, come confermano i commenti lasciati, in proposito, sulla pagina Facebook dedicata alla commedia erotica con Claudio Santamaria e Laura Chiatti. E anche qui, il mondo del Web fornisce un valido supporto a chi voglia «pattugliare» le chat, al solo fine di sfogare la propria gelosia: il 22,3% dei giovani con uso di Internet naviga infatti per cercare il profilo del proprio amato o della propria amata, per coglierlo in flagranza di flirt con altri internauti.
Purtroppo, nel 48% dei casi i sospetti si rivelano fondati, né sorprende che per spiare il proprio partner si ricorra (come confessa la Chiatti) alla lettura furtiva degli sms sul cellulare del sospettato (le cifre citano un 39,8% di telefonate e di messaggi sorvegliati).
Al di là dei numeri, una constatazione affiora da un quadro di scarsa fiducia nell’altro da sé: in tempi di crisi, non soltanto economica, ma soprattutto valoriale, i nostri figli serrano i ranghi dell’animuccia diversificandosi secondo il genere sessuale. Per il professor Raffaele Morelli (direttore della rivista Riza Psicosomatica), le ragazze fuggono al primo segnale di morbosità: il proprio partner viene quindi vissuto come elemento oppressivo e subito scartato. I ragazzi sarebbero più gelosi delle loro coetanee, ma meno disposti a raccontare la propria frustrazione. Tuttavia, oggi i teen-agers paiono meno restii di quanto non lo fossero i genitori a mettere in piazza i patimenti amorosi e tale trend ha a che vedere con l’estetica del Grande Fratello, dove tutti si dicono tutto.
Ma si sbaglierebbe a credere che la gelosia, questo «mostro dagli occhi verdi» (così Shakespeare), resti confinata nella scena mentale: poiché il luogo della gelosia è il cervello rettile, occhio ai mal di testa dei figlioli. Magari è amore mal riposto.
Quanto agli italiani adulti, secondo l’investigatore privato Elio Petroni nel 98% dei casi i gelosi hanno ragione. Ma nel 90% dei casi perdonano il fedifrago.