La paura del dentista va superata

Mai rinviare la cura dei propri denti perché quelli che oggi sembrano piccoli problemi si possono nel tempo aggravare conducendo a situazioni irreversibili. Il periodico controllo del dentista, con una pulizia professionale una volta ogni sei mesi, consente di evitare complicazioni, infezioni, danni irrimediabili. Questo perché anche la perdita di un solo dente comporta modificazioni a carico di tutto l’apparato masticatorio, che si fanno sempre più evidenti e difficilmente risolvibili quanto più passa il tempo. Purtroppo però sono tante le persone che si trovano prive dei denti necessari ad una efficace masticazione o presentano un sorriso rovinato dalle imperfezioni e dalle mancanze, ma anche per questi esiste la possibilità di ritornare ad una funzione ed a un sorriso ottimali, ricorrendo all’implantologia.
Questa disciplina, per l’affinarsi delle tecniche e dei materiali, è oggi molto più sicura che in passato e, grazie ad efficaci protocolli di anestesia e sedazione, può essere affrontata con maggiore tranquillità anche da parte di coloro che ne temevano principalmente il dolore. Ne parliamo col dottor Emilio Francini Naldi, implantologo a Firenze, Milano, Roma e varie altre città italiane (info@efran.it).
«Il dolore intra e postoperatorio in implantologia è quasi del tutto inesistente: pazienti con otto-dieci impianti riprendono immediatamente l’attività lavorativa e sociale, anche perché subito dopo la seduta vengono posizionate in bocca protesi, possibilmente fisse, che rendono l’aspetto del tutto normale, e vengono somministrati farmaci che prevengono dolore e gonfiore. Da un punto di vista diagnostico, poi, l’approccio odierno è completamente diverso da quello che avevamo quando era disponibile la sola radiografia panoramica della bocca : oggi si lavora sulla TAC, le cui immagini ci presentano l’osso in tridimensione, fornendoci precise informazioni riguardo agli spessori, ed alla posizione di quelle strutture come il seno mascellare ed il nervo mentoniero che vanno attentamente rispettate.
Usando un semplice programma di computer si possono posizionare gli impianti «virtualmente» nell’osso, sullo schermo del pc, avendo una visione precisa ed accurata della zona da trattare.
Il file che così si ottiene viene inviato alla società svedese Nobel Biocare che realizza una mascherina di montaggio per gli impianti, che viene fissata in bocca durante l’intervento e che ci consente, guidando esattamente le frese che perforano l’osso, di inserire gli impianti senza incidere la gengiva ed in maniera totalmente sicura ed ottimale, perché si sono potuti calcolare con assoluta precisione gli spessori ossei, l’inclinazione, la posizione rispetto alle strutture nervose. Inoltre il numero ottimale delle viti ed il loro perfetto posizionamento ci permettono spesso di ricorrere alla procedura del carico immediato, che consiste nel posizionare i denti fissi nello stesso giorno, o comunque entro pochissimi giorni, dall’intervento».
In tal modo il paziente non è più costretto ad attendere i canonici quattro-cinque mesi necessari all’osso per legarsi stabilmente agli impianti col processo della «osteointegrazione».
Ma nonostante il miglioramento generale delle condizioni igieniche della bocca nella popolazione, ci troviamo ancora oggi molto spesso davanti a situazioni di relativa o assoluta «mancanza di osso», lo spessore del quale è insufficiente per accogliere gli impianti.
Anche in questi casi comunque si può raggiungere un risultato ottimale, ricorrendo al trapianto osseo, che consiste nel prelevarne piccole parti dall’anca o dalla teca cranica del paziente stesso e inserirli nelle zone dove è carente. Questa procedura era fino ad oggi temuta dai pazienti perché i disagi maggiori erano proprio quelli relativi alla sede del prelievo, nella quale permaneva dolore e, nel caso dell’anca, rari ma fastidiosi disturbi della deambulazione: da qualche tempo invece il dottor Francini Naldi sta usando in queste procedure osso di banca, cioè di donatore umano, senza dover più ricorrere al prelievo e quindi liberando i pazienti dal dolore e dagli innumerevoli problemi che il prelievo stesso può generare.
Questo osso non presenta rischi di rigetto, e viene lentamente integrato e sostituito da quello proprio del paziente in modo tale che dopo qualche mese lo spessore è ristabilito e si può ricorrere alla terapia implantare con successo, seguendo da quel momento in poi tempi e procedure relativi ai casi con osso normale. Si è sempre in tempo a salvare l’aspetto e la funzionalità dei propri denti: mangiare con tranquillità aiuta a vivere meglio, e che il sorriso è il nostro primo biglietto da visita per il mondo. La ricerca ha fatto grandi progressi e le conoscenze e la professionlità degli odontoiatri italiani offrono garanzie sulla qualità dei risultati e sull’assistenza che non giustificano i viaggi all’estero che ancora oggi si effettuano.