La paura fa Novanta, in Italia è corsa al porto d’armi

In cinque anni più che raddoppiate le richieste per la detenzione o il porto di pistole. Quasi cinque milioni le persone che posseggono almeno un revolver o un fucile

Lo dicono i dati. Le case degli italiani cominciano ad assomigliare ad altrettante Santabarbere. Aumento dei reati legati alla microcriminalità d’importazione, percezione diffusa di insicurezza, poca fiducia verso le forze di pubblica sicurezza e soprattutto verso la Giustizia (quella dei tribunali) negli ultimi anni hanno fatto crescere il numero di italiani che hanno deciso di «autodifendersi».

Mai come oggi, dicono i numeri di Eurispes, siamo stati un popolo di «sceriffi». In Italia c’è un vero e proprio arsenale bellico «parallelo»: sono infatti circa 10 milioni le armi legali presenti nel Bel Paese, con oltre quattro milioni di famiglie «armate», cioè in possesso di almeno una pistola. Nel 2007, la cifra delle persone in possesso di armi da fuoco era di 4,8 milioni, ovvero l’8,4% della popolazione. Sono 34mila i privati che posseggono un porto d’armi, ai quali si sommano le oltre 50mila guardie giurate, i circa 800mila cacciatori con licenza per abilitazione all’esercizio venatorio e i 178mila permessi per uso sportivo (tiro a volo o tiro a Altri 3 milioni di italiani hanno denunciato, invece, la presenza di armi in casa, ereditate o da collezione.

L’Italia è da anni stabilmente ai primi posti nella classifica mondiale dei produttori: si stima che ogni anno si producano oltre 629.152 armi, in proporzione una ogni 10 persone. Il giro d’affari complessivo sfiora i 2 miliardi di euro tra produzione e indotto (abbigliamento, oggettistica, accessori), con oltre 5mila addetti. Le cifre, secondo l’Eurispes, sono indicative del livello raggiunto dalla percezione individuale di insicurezza: nella sola capitale, le richieste di concessione di porto d’armi sono passate dalle 5mila del 2003 a 9.800 nel 2005 e a 11.250 nel 2006, «anno che ha visto l’approvazione in Parlamento della legge numero 59 che ha modificato l’articolo 52 del codice penale in materia di «legittima difesa», introducendo il rapporto di proporzione rispetto all’offesa se si utilizza come extrema ratio un’arma legittimamente detenuta». I dati del Viminale collocano in cima alla lista delle città più «armate» d’Italia Torino e Milano, seguite da Roma e provincia, con circa 2 milioni di armi regolarmente detenute.