"Paura della fame? Ma no, per pescare ipnotizzerò i pesci"

Giucas Casella si prepara per il reality show: "Vorrei portare la fede di mia mamma e la tintura per capelli"

Milano - Con i suoi 58 anni Giucas Casella è il più anziano dell’allegra brigata di naufraghi dell’Isola dei Famosi 6. Non vorrebbe separarsi dalla tintura di capelli e l’unica cosa che gli farebbe dare forfeit in Honduras è la paura dei topi. Nonostante tutto ciò, però è difficile non tifare per questo palermitano tenace quando dice: «Sono un ragazzo padre e senza il consenso di mio figlio James con il quale convivo da 21 anni, ovvero da quando è nato, non avrei accettato».

Su una sua biografia si legge: «Dopo avere lavorato nelle tv greche e spagnole, Giucas Casella torna ad apparire nell’ultima edizione di Quelli del calcio con Simona Ventura». Ogni tanto torna: che cos’è un miraggio?
«Veramente sono sempre in televisione in Europa. In Spagna faccio presenza fissa nel varietà del sabato sera da dieci anni consecutivi. In Grecia invece vado quando mi chiamano. Ma lavorare in Italia è sempre un onore».

Nel 2004 ha partecipato come locandiere a Il Ristorante, reality show di Raiuno. Allora è un vizio...
«Più che un vizio mi piace l’avventura. E in quel caso il rischio (per gli altri) era assaggiare i miei piatti. Dopo i primi esperimenti ai fornelli ho preferito fare il direttore di sala e lo sguattero, sempre senza passare dalla cucina».

Sensitivo, illusionista, mago o uomo di spettacolo: come si definirebbe?
«Escluderei il secondo perché non ho mai fatto sparire e apparire nulla, mago poi è troppo generico. Lo si potrebbe dire anche di un medico, del tipo mago della chirurgia. Io preferisco mentalista, come si chiama in spagnolo chi lavora con la mente».

Sulla rivista del Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale) una volta è uscito un articolo sul suo conto dal titolo: “Ci sei o ci fai?” Che cosa risponde?
«Ci sono e ci faccio, nel senso che mi diverto a fare quello che faccio. Posso capire che ci siano molti scettici circa i miei poteri, ma ben vengano perché attirano l’attenzione sul mio operato. Poi in tv può sembrare tutta una combine, mentre nelle convention dal vivo si capisce che è tutto vero».

Qual è la cosa più estrema che ha fatto in tv?
«Essere immerso nel ghiaccio per mezz’ora e farmi attraversare da una corrente elettrica a un milione di volts. Poi però mi hanno vietato di ripetere quest’ultimo esperimento per paura che qualcuno a casa tentasse di emularmi».

Quali trucchi dei suoi potranno tornarle utili sull’Isola?
«Addormentare i pesci, ma è difficile. Perché sott’acqua non si riesco a parlare. Mentre per ipnotizzare gli animali ci devo parlare: anche se non capiscono le parole l’importante è che sentano il suono della mia voce».

A qualcosa le è servito quindi l’aver ipnotizzato un coccodrillo nello studio di Domenica In.
«Sì, ma bloccarlo per molte ore è stata un’impresa, anche perché con animali come quelli se ti deconcentri sei fritto».

Il rimmel sarà una delle tre cose consentite che porterà in Honduras?
«Non uso il rimmel, se non per esigenze di scena, per rendere lo sguardo più profondo. Ma se mi fanno portare la tintura per capelli gliene sarei grato. In aggiunta alla fede di mia mamma, una collanina che mi ricorda una persona cara e qualcosa che appartiene a mio figlio».

Come è arrivato a far parte del cast dell’Isola?
«Quando a marzo Simona Ventura mi ha chiamato stavo lavorando come sempre. All’inizio ero un po’ perplesso. Ne ho parlato con mio figlio James e anche lui non era granché convinto. Poi però gli ho detto: “Dammi questa possibilità”».

Ma a parte il compenso cosa l’attira tanto di quest’esperienza?
«Mi serve per il mio lavoro, per capire come l’essere umano si comporta in situazioni di sopravvivenza estrema».

Non l’ha già capito con la mezz’ora dentro il ghiaccio?
«No, in quel caso mi sono autoipnotizzato per il tempo necessario all’esperimento. Mica posso rimanere sotto ipnosi per intere settimane. E sull’isola la fame mica dura un giorno».

C’è qualche concorrente con cui vorrebbe tentare un esperimento?
«Con Ciavarro che peschi tanto pesce anche per me, con la Rodriguez potrei tentare quello per cui Cannelle mi voleva denunciare: uno spogliarello inconscio».

Che cosa le mancherà di più a Cayo Cochinos?
«Mio figlio. L’ho cresciuto da quando è nato. Diciamo che non è stato proprio un frutto dell’amore nel senso che la madre, con cui sono in ottimi rapporti, era innamorata di me, ma io meno. Per lei un figlio insieme era un modo per tenermi vicino, ma poi ci siamo lasciati e io ho tenuto il bambino».

C’è spazio per una storia d’amore con qualcuna delle concorrenti?
«Magari. Sono tutte bellissime, Luxuria compresa. Scherzo, eh!».