Paura in Grecia, la terra trema nel Peloponneso

I danni più gravi registrati in Acaia ed Elide, le stesse regioni devastate dei rovinosi incendi dell’estate scorsa. Due morti finora accertati

Matteo Buffolo

Atene - La notizia l’ha data alle tre e mezza di ieri l'Istituto geodinamico dell'osservatorio di Atene: una fortissima scossa di terremoto ha colpito il Peloponneso, causando due morti e una cinquantina di feriti. Le persone erano già in strada, a guardare le loro case distrutte dal sisma sussultare per le scosse d’assestamento.

La memoria dei greci è corsa subito al 1999 quando un terremoto, pur di intensità inferiore, aveva fatto 143 morti ad Atene. E poi a gennaio, quando nel Peloponneso la terra aveva tremato nuovamente. Questa volta la scossa, 6,5 gradi sulla scala Richter, ha avuto come epicentro una zona poco popolata, a 205 chilometri da Atene e a 54 chilometri da Patrasso. «È stato terribile. Non abbiamo mai vissuto un'esperienza simile prima d'ora. È durato molto a lungo e abbiamo sentito la città appiattirsi» ha detto alla Tv di stato il sindaco di Pyrgos, Makis Paraskevopoulos. E proprio a Pyrgos, capoluogo della regione di Ilia, in una delle piazze più grandi di tutto lo Stato, la chiesa di San Nicola ha subito gravi danni e alcune persone, in preda al panico, si sono gettate dai balconi per sfuggire al crollo delle loro case.

Non tutti ce l'hanno fatta, però: proprio il crollo del soffitto è stata la causa della morte di una delle due vittime, un uomo residente nel villaggio di Kato in Acaia, rimasto schiacciato dal crollo del tetto della sua casa. Il cinquantaseienne, è morto sul colpo mentre l’altra vittima, una donna di 80 anni, ha fatto in tempo ad arrivare all’ospedale, ma per i medici salvarla è stato impossibile.

Le regioni più colpite sono proprio l'Acaia e l'Elide, le stesse devastate la scorsa estate dagli incendi che hanno funestato la Grecia. Il ministro dell'Interno, Prokopis Pavlopulos, ha fatto sapere che una cinquantina di abitazioni sono crollate in diverse località e che «nonostante la magnitudine del terremoto, i danni sono stati limitati».

Ma non hanno risparmiato nessuno: né la base militare di Andravida, dove la principale torre di controllo dell'Aeronautica ha subito dei danni ed è stata evacuata, né le vie di comunicazione. Molti massi, infatti, sono franati sull’autostrada che collega Atene a Patrasso, bloccando le carreggiate. La Protezione civile si è messa subito all’opera e sta cercando di ripristinare i collegamenti fra le due città.
La scossa è stata così forte da essere avvertita persino in diverse zone del Sud Italia: la Protezione civile italiana, dopo aver verificato che non ci sono stati danni, ha dato la sua disponibilità ad inviare, se il governo ellenico li richiedesse, alcuni team per valutare gli interventi necessari.

Ora, per la popolazione delle zone colpite, cominciano i disagi. Molti quartieri sono rimasti senza energia elettrica e nella zona della città vecchia di Patrasso, specialmente verso il porto, molte case presentano serie lesioni e sarà necessario metterle in sicurezza. «In più nei prossimi giorni ci dobbiamo aspettare delle ulteriori scosse d’assestamento» ha detto Antonio Piersanti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma. Gli ha fatto eco anche Gerassimos Papadopoulos, il direttore dell’istituto di geodinamica greco, che ha anche aggiunto che «è importante che la popolazione non si spaventi e ascolti le autorità locali».