«Paura per gli scorpioni e tanta sete Ho avuto voglia di mollare tutto»

Kalahari 1996, il deserto che si estende tra Namibia e Botswana, a sud dell’Africa. Carla ne percorre 350 chilometri in 15 giorni mangiando bacche, radici e nocciole. La radio che le permette di collegarsi con la squadra di appoggio guidata dal marito a diverse decine di chilometri di distanza, si rompe dopo una decina di giorni. Clima umido (di giorno +40, di notte +5), marcia diurna estenuante: Carla cammina tra arbusti spinosi ed erbe secche che nascondono pericoli di ogni sorta, come serpenti e scorpioni. «Temevo la puntura di un insetto o il morso di un serpente, il rischio c’era. Ho sofferto tanto la sete: facevo durare la scorta d’acqua il più possibile, la razionavo, il rumore della borraccia mi faceva soffrire».