Paura per Soldini, barca speronata da un peschereccio

Il velista milanese navigava assieme a D'Alì 350 miglia al largo di Brest. L'incidente nella notte: distrutto l'albero e danneggiata la fiancata di "Telecom Italia", la barca con cui Soldini deve partecipare alla regata Transat

Roma - Brutta avventura per Giovanni Soldini, speronato con la sua Telecom Italia nella notte da uno peschereccio spagnolo di 50 metri, mentre navigava al largo di Brest. Stanotte alle 2.30 gmt, le 3.30 italiane, Telecom Italia, il nuovo Class 40 su cui navigavano Giovanni Soldini e Pietro D’Alì, è stato speronato da un peschereccio spagnolo di 50 metri che viaggiava a gran velocità.

I due velisti italiani si trovavano a circa 350 miglia al largo di Brest (Francia), 150 miglia sotto l’Irlanda, impegnati nella qualifica di 1000 miglia, indispensabile per partecipare alla Transat Jacques Vabre, la transoceanica in doppio che partirà il 3 novembre da Le Havre, destinazione Bahia (Brasile). Telecom Italia viaggiava a 10-12 nodi di velocità con 15-20 nodi di vento, con attivato un radar riflettente che segnala la sua posizione a tutte le altre imbarcazioni. All’improvviso un peschereccio mal illuminato è sbucato da sottovento investendo prima l’albero di Telecom Italia, che si è spezzato in quattro parti, e poi la fiancata. Le due imbarcazioni sono rimaste incastrate tra loro per una decina di minuti, poi Soldini e D’Alì sono riusciti a liberarsi e a ripulire il ponte. «Noi stiamo bene - ha comunicato Giovanni a bordo di Telecom Italia, - ma abbiamo preso una bella botta. Pietro dormiva, io ero fuori al timone. Il peschereccio non l’ho visto perchè non era ben illuminato e perché lo spinnaker mi copriva parte della visuale dell’orizzonte. Non stava pescando, quindi la precedenza era nostra. Evidentemente a bordo del peschereccio non c’era nessuno in plancia a guardare il radar o l’orizzonte. Per fortuna il colpo è stato attutito dall’albero che è stato centrato per primo. Ma sulla fiancata ci sono dei danni abbastanza rilevanti».

«È ancora presto per dire se riusciremo a esserci alla partenza della Transat Jacques Vabre - ha aggiunto Soldini - Spero di arrivare a terra il prima possibile per capire se ce la faremo ad aggiustare tutto in tempo. Nel frattempo ci stiamo dando da fare: ho contattato il costruttore dell’albero che pare abbia trovato un tubo già fatto da completare in tempi record e il cantiere Fr Nautisme di Lorient si sta preparando a riceverci. Pietro ed io stiamo finendo la lista dei pezzi da ordinare al telefono». Soldini e D’Alì rimangono a bordo di Telecom Italia, che il peschereccio sta trainando verso le coste francesi. L’arrivo a Lorient (Francia) è previsto per domani sera.