Paura a La Spezia: terza scossa in quattro mesi

Alberto Vignali

da La Spezia

Ancora una scossa di terremoto sul confine tra la Liguria a la Toscana. L'altra notte l'allarme è scattato alle 23.42 ed ha svegliato gli abitanti di tre provincie. Si tratta delle terza scossa avvertita dalla popolazione in meno di quattro mesi ed ora nella zona di confine, dalla piana del Magra sino alle cittadine di Aulla e Pontremoli, c'è molta paura.
Secondo la Protezione civile l'epicentro di questo ultimo evento è stato registrato in mare, al largo della Meloria, in mare davanti a Livorno, ad una profondità di 8,4 chilometri. La scossa ha avuto una magnitudo di 4.1 della scala Richter. Dalle verifiche effettuate dalla Sala situazioni Italia del Dipartimento della protezione civile fortunatamente non ci sono state conseguenze per le persone o danni agli edifici.
I vigili del fuoco sono stati tempestati di telefonate e tanta gente è scesa in strada impaurita dalla scossa che è stata avvertita soprattutto agli ultimi piani degli edifici, specialmente in Garfagnana e Lunigiana, in pratica nell'area compresa tra Spezia e Livorno. Secondo le analisi dei sismografi della Protezione Civile, la scossa sismica è stata avvertita distintamente nelle province di Livorno, Lucca, Pisa e La Spezia. I tecnici della Protezione civile hanno spiegato che la profondità della scossa ha attutito gli effetti, ma che quel tratto di mare è considerato sismicamente attivo tanto che nel recente passato si sono verificati episodi analoghi.
Questo terremoto riporta alla mente la Pasqua del 1984, che per gli abitanti della costa del Nord Tirreno è rimasta nella storia come la «Pasqua del terremoto». In quell'anno una scossa del settimo grado della Scala Mercalli provocò un grande allarme, molti danni e chiaramente molta paura, ma anche allora per fortuna nessun ferito.
Solo il 27 marzo scorso al confine con l'Emilia furono registrate diverse scosse che si sono fatte sentire sino alla Spezia ed anche l'altro giorno, prima della forte scossa nel Tirreno, altri eventi sismici minori hanno interessato l'Appennino tra le tre regioni.
Da sempre la zona montuosa tra la Liguria, la Toscana e l'Emilia è in stato di pre-allarme per il rischio sismico. Ogni anno vengono fatte esercitazioni sull'area di confine, ma la particolare orografia dei luoghi e i centri abitati molto antichi (e perciò fragili) sono sinonimo di estremo pericolo anche in caso di scosse di lieve entità.