«Con la paura vogliono uccidermi dentro»

«Il loro obiettivo non è solo uccidermi, anche se quello resta sempre il traguardo finale, ma farmi morire dentro. Inculcarmi la paura per far sì che io non sia più me stesso, non scriva e non dica più quello che penso». Magdi Cristiano Allam racconta così i suoi sei anni blindati dopo le minacce dei terroristi islamici. Il risultato? «Vivere sotto scorta comporta dei grandi sacrifici personali. Ma io sono un uomo sereno. Sono felice dentro perché non ho permesso alla paura di prendere il sopravvento. Tengo la schiena dritta e non intendo rinunciare a nulla». Nemmeno a fondare un partito, i Protagonisti per l’Europa cristiana (Ppec) e a candidarsi come capolista («ma come indipendente») per l’Udc alle prossime elezioni europee. Il motivo? «Oggi - spiega - l’estremismo islamico è dilagante. Facciamo solo finta di non vederlo. E questo è gravissimo. Lo scorso 3 gennaio hanno occupato piazza Duomo capeggiati dall’imam della moschea di viale Jenner. Uno che è già stato condannato a tre anni per terrorismo islamico internazionale. Hanno commesso svariati reati nell’assoluta impunità. Nessuna sanzione, nessuno che abbia fatto rispettare le leggi e le regole. L’estremismo islamico si diffonde e noi siamo incapaci di dirlo. Di fronteggiarlo. E non sappiamo far altro che subire il suo arbitrio». Salvo poche eccezioni. Come quella dell’onorevole Souad Sbai. «Una mia grande amica, costretta anche a lei a vivere ormai da alcuni mesi sotto scorta. Solo per aver lottato per i diritti delle immigrate arabe e musulmane. Una donna straordinaria che si sta battendo con grande determinazione e passione, che ha investito la sua vita in questa missione». Pagando di suo. «E anche per questo credo che lo Stato abbia il dovere di sostenerla dandole tutta la protezione necessaria». Una scorta e, grazie agli elettori, un posto in Parlamento. «Fondamentale per dare più forza alla sua battaglia di emancipazione».