La pausa pranzo? Preferibilmente a luci rosse

Potenza. La voce gira già da un po’. Appena scatta l’una e mezza e comincia la pausa pranzo succede qualcosa di strano in città. Soprattutto tra gli impiegati che devono scegliere: o consumare i buoni pasto in qualche ristorante o consumare e basta. Perché ad aspettarli in un angolino nascosto, dicono le malelingue, sono giovani donne, impiegate come loro, che non disdegnano un «extra» da 120 euro per un’oretta di sesso mercenario. Non si tratta però di tipe del posto: vengono da Verona o Brescia, dall’Emilia o dal Veneto, si prendono tre giorni di ferie e arrotondano. Migliaia di euro. Poi tornano al paese dietro la loro scrivania e riprendono la vita di tutti i giorni. Praticamente senza pause.