Pausa pranzo, torna di moda il salumiere

Spuntini troppo cari nei bar del centro e per un «piattino» si arrivano
a spendere anche 12 euro Così molti scelgono pane, affettati e formaggi
acquistati in negozio o ripiegano sulla «schiscetta»

«Tutto il giorno di corsa, a pranzo un panino» parole di una nota pubblicità che però, ormai, rispecchiano la realtà di tutti i giorni per la maggior parte dei milanesi, che non avendo abbastanza tempo per consumare il pasto di mezzogiorno comodamente seduti al proprio tavolo di casa, sono costretti spesso a rinunciare al rito del pranzo completo per divorare un panino al volo e dove capita. Tempo tiranno, insieme alla crisi che non poteva non prendersela anche con il pranzo fuori casa, che tutti, volenti o nolenti, devono fare. E se le tasche si svuotano e il lavoro incombe, addio al pasto tradizionale, primo o secondo con contorno, bibita, caffè per una spesa media di 12-15 euro, per un rapido piatto unico, ossia panino o tramezzino, trancio di pizza o insalata al bar, per riuscire a risparmiare quasi la metà; il tutto rigorosamente di corsa, tra code e spintoni, perché il pranzo è solo un breve intervallo nell’orario lavorativo. Se prima quella del piatto unico poteva sembrare una moda, ora pare piuttosto una scelta obbligata. Antonio, avvocato, racconta frettolosamente: «Ci sono dei giorni in cui non riesco neanche a pranzare; col passare del tempo ci fai quasi l’abitudine». Elena, segretaria in un ufficio del centro: «A mezzogiorno prendo un panino e lo mangio per strada perché a quell’ora nei bar di Milano c’è troppa folla e poi se ti siedi paghi di più!». Marco, imprenditore: «Quando ci sono i pranzi di lavoro andiamo al ristorante, ma a volte sono talmente concentrato che non ricordo neanche quello che ho mangiato!». Eppure c’è chi considera il pranzo ancora come un irrinunciabile momento di relax, come una vera pausa e come un bisogno primario. Ed ecco che ricompare la schiscetta preparata a casa e da mangiare su una panchina al parco, se è una bella giornata, o in ufficio, o i prodotti confezionati freschi dei supermercati pronti all’uso, anche ortaggi, frutta, verdura, prodotti già selezionati, lavati e asciugati, per chi non può fronteggiare i rincari di bar e ristoranti e se la cava in media con 3-5 euro, o per chi non ha voglia di sgomitare tra la folla affamata delle mense o per chi, soprattutto, fa scelte nutrizionali sane, curate e sicure. Ma la vera rivoluzione milanese è la pausa pranzo in salumeria: il pane è fresco, tagliato al momento e da imbottire con salumi o formaggi di ogni genere. E poi i prezzi sono decisamente convenienti, non più di 5 euro panino e bibita, c’è gentilezza e rapidità. Sandro, impiegato, lo conferma: «Prendo quasi tutti i giorni il panino in salumeria, sono puliti e veloci; spendo poco e mangio bene». Michela, commessa in un negozio di abbigliamento: «La mattina non ho tempo di prepararmi il pranzo, ma in salumeria i prodotti sono freschi e poi non devo fare la coda come al bar e posso godermi la mia pausa in tutta tranquillità per ricaricarmi e tornare a lavorare». Anche perché mangiare sano e con calma è importante per non creare scompensi nel meccanismo di regolazione del metabolismo. «Mangiare velocemente, inoltre, porta a mangiare di più», spiega la dott.ssa Francesca Noli, biologa nutrizionista, specialista in Scienza dell’Alimentazione, «perché non abbiamo il tempo adeguato per percepire la nostra fame e quindi ingeriamo una maggior quantità di calorie». «L’ideale sarebbe mangiare a mezzogiorno un secondo con verdure, per un giusto apporto di proteine e una corretta quantità di fibre» consiglia la dott.ssa, «molti uffici sono attrezzati con forni a microonde, permettendo così di scaldare porzioni già pronte portate da casa». «E poi bisogna identificare un luogo e un tempo in cui si mangia» raccomanda la nutrizionista «almeno venti minuti lontano dal computer o dal telefono, per concedersi un distacco mentale e fisico». «La cosa più importante rimane comunque mangiare» conclude la dott.ssa Noli, «perché i ritmi frenetici del lavoro spesso portano a saltare il pranzo, causando un calo di zuccheri e quindi una minore capacità di concentrazione e un minor rendimento sul lavoro, scatenando poi una fame nervosa».