Pausa alla serietà esistenziale

Milano non è una città facile: facile nel senso che per la sua forma urbana e per il modo di vivere che in gran parte dipende proprio dalla configurazione della città, non semplifica i rapporti «all’aperto» tra le persone. Non c’è la tradizione dei caffè, i ristoranti all’aperto d’estate sono molto sacrificati, le piazze e le strade non sono luoghi abitudinari di incontri casuali: insomma, si vive prevalentemente il tempo libero in casa.
Una tradizione non si cambia dall’oggi al domani, ed è bene che sia così, che essa faccia questa resistenza. Ma nella solidità della tradizione si possono innestare particolari occasioni, come quelle di una festa. Allora, anche se per poco, cambia l’immagine della città che mostra, sia pure per una sola notte, un altro modo di stare insieme, di divertirsi con gli altri. Poi, quando ritorna il giorno, il ricordo più bello può essere il sentimento della nostalgia per qualcosa che si è provato, si è realmente vissuto e conosciuto. La nostalgia per una notte straordinaria.
Bravo è stato il nostro assessore Giovanni Bozzetti a portare anche a Milano le «Notti bianche». Non era facile perché questa città non è la magica Parigi, dove quelle notti sono incominciate, trovando una meravigliosa cornice tra palazzi barocchi e cattedrali gotiche. Non era semplice perché Milano non ha il carattere bonaccione di Roma, dove ogni sera è festa nelle sue piazze tra bar e ristoranti rinfrescati dal celebre Ponentino.
Ma la nostra città meritava una pausa alla sua serietà esistenziale, meritava una grande festa notturna. E così finalmente, almeno una volta all’anno, i milanesi non avranno alibi di sorta: potranno uscire di casa e rimanervi fuori per tutto il tempo che vorranno, sapendo che, per l’occasione, avranno soltanto l’imbarazzo di scegliere dove andare (ed eventualmente chi incontrare).
Sono aperti i musei ma anche i ristoranti e i bar fino a tardi; c’è musica in piazza, danza e teatro, letture di poesia nei posti più impensati (tra le guglie del Duomo): soprattutto c’è la gente che ha voglia di divertirsi e di passare la notte in bianco perché, tanto, domani è domenica e si può dormire.
Una festa fuori luogo - sento dire -, non milanese. Sì, è vero: Milano non possiede il volto sorridente della festa, ma per una notte può fare uno strappo alla regola... E poi avere un po’ di nostalgia.

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