Pausa per la speculazione Rcs

Il titolo Rcs affonda sull’onda delle vendite dopo la corsa degli ultimi giorni. L’altro ieri aveva toccato il nuovo massimo storico a 6,59 euro, ieri la società di Via Rizzoli ha lasciato sul terreno il 6,38% chiudendo a un prezzo di riferimento di 5,96 euro. A fare impressione è il controvalore scambiato: sono passate di mano oltre 31 milioni di azioni, pari al 4,32% del capitale. La cifra appare tanto più rilevante se si considera che, secondo le stime di molti analisti, il flottante di Rcs non supera il 15% del capitale.
A seguire il titolo editoriale nella sua retromarcia sono state anche Mediobanca e Generali lunedì protagoniste a Piazza Affari, sulla spinta della speculazione che ipotizzava un possibile riassetto dell’intera galassia. Le azioni di Piazzetta Cuccia ieri hanno perso il 3,62%. Debole anche il Leone che ha perso lo 0,54% a 24,15 euro. I volumi scambiati su Rcs restano al centro dell’attenzione. «Il rastrellamento continua - afferma un operatore - anche se oggi (ieri per chi legge, ndr) ci sono stati realizzi. Lo dimostrano i volumi elevati».
Ieri intanto Rcs ha reso noto che il valore delle azioni ordinarie, la cui assegnazione gratuita ai soci è stata deliberata dall’ultima assemblea, calcolato in base alla media dei prezzi ufficiali tra 23 aprile e 23 maggio, è pari a 5,394 euro.
Da segnalare la dichiarazione di Fausto Marchionni, amministratore delegato di Fondiaria-Sai, società presente nei patti di sindacato di Rcs e Mediobanca: Su quanto accaduto negli ultimi giorni «non credo di poter dare una spiegazione - ha commentato. «I patti di sindacato sono stabili e questo rende la situazione tranquilla».

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