Pausini: "All’estero canto il bello dell’Italia"

L’artista pubblica il cd <em>Primavera in anticipo</em>: &quot;C’è una canzone
ispirata alla morte di mia nonna&quot;. E annuncia felice: &quot;Fra dieci mesi il
mio compagno avrà il divorzio, subito dopo potremo sposarci&quot;

Roma - Inarrestabile, Laura Pausini è inarrestabile quando inizia a parlare del suo nuovo cd Primavera in anticipo, uscito ieri in 47 Paesi del mondo (e preparatevi perché il duetto con James Blunt nel brano che dà il titolo al disco sarà un successo garantito). È seduta su di un divanetto dell’hotel De Russie ed è arrivata camminando su due tacchi alti una spanna senza barcollare neanche un po’. Si emoziona e si accalora spiegando, assai tranchant, che «in questo disco non parlo della mia rinascita ma racconto quattro anni durante i quali ho perduto persone che amavo e persone che avevo deciso di perdere». Proprio così, immediata e diretta, eccola la nuova Pausini.

La novità si capisce subito dal nuovo singolo «Invece no», che è struggente ma carico di energia.
«È stato ispirato dalla morte di mia nonna. Sono riuscita a starle vicino durante la malattia, mi sono finalmente raccontata, le ho tenuto la mano mentre respirava per l’ultima volta. Da lì ho iniziato a dare priorità diverse ai miei pensieri».

Cioè?
«Nel disco spiego che dopo il dolore, la riflessione e la fantasia ho raggiunto finalmente quell’equilibrio interiore che è addirittura più importante della felicità. Insomma, canto l’amore ma non solo quello per un uomo. Anche quello per noi stessi».

Ne ha bisogno?
«Per tanti anni sono stata vittima dei miei sentimenti, è stato faticoso uscirne».

E adesso?
«Prima di incontrare Paolo (Carta, il suo chitarrista, ndr) ero molto conservatrice in fatto di amore. Poi ho capito di essermi innamorata di lui, che aveva già avuto una famiglia e dei figli. E ho fatto un passo avanti, mi sono accettata anche in questo».

Vi sposerete?
«Tra dieci mesi lui sarà libero dall’ex moglie. E da quel giorno potremo sposarci. Tra l’altro tornerò da quasi un anno di tournée, sarebbe perfetto».

Ma prima di partire per il tour, che debutterà il 5 marzo a Torino, non avrebbe dovuto anche fare un po’ di televisione?
«Me lo chiedono da quattro o cinque anni. Stavolta mi ero messa d’accordo con Maria De Filippi per fare uno speciale su Canale 5. Lei mi ha subito detto (e la imita, ndr): “Cosa vuoi fare, Laura?”. Io avevo già invitato Elisa, Giorgia e la Mannoia a duettare con me. Ma avremmo dovuto registrare tra tre giorni e sono arrivata solo l’altro ieri dal Sudamerica: non c’era più tempo. Però è un progetto che non voglio perdere per strada. D’altronde ho tantissime idee: alla mattina mi annoio e non so che cosa fare (tantomeno andare in palestra). Ma di notte sono una fucina, ad esempio vorrei fare un musical e ci penso quando sono in giro per il mondo».

All’estero le chiedono dell’Italia?
«Sì, in America mi hanno chiesto anche di una certa battuta su Obama...».

E lei?
«Preferisco non commentare perché non conosco i retroscena. Di sicuro non so ancora dire se il nuovo presidente sarà un cambiamento, vedremo al momento giusto. Per ora, dire che è un cambiamento solo riferendosi al colore della sua pelle mi sembra quasi razzista. Comunque, per tornare alla battuta, non mi va di andare all’estero e recitare la parte dell’italiana che parla male dell’Italia».

Carla Bruni ha detto che è felice di essere diventata francese.
«Io sono felicissima di essere italiana dalla punta dei piedi fino ai capelli. E sarò orgogliosa di essere italiana anche quando canterò in Francia».