Ma Pavarotti non incolpava Domingo

Bartali lo ricordo, sulla strada di Aosta. Era il '49, al Tour de France. Coppi era già passato, eppure le ultime notizie li avevan dati insieme. Arrivò infine, con la maglia gialla sporca di terra e sangue, era caduto, aveva i segni delle ferite. Ma non gli venne mai l'idea che sulla sua strada ci fossero dei chiodi e che probabilmente fosse andato a metterceli Fausto Coppi. D'altra parte, quando proprio alla Scala nel Don Carlos Pavarotti ricevette dei fischi non gli venne in mente di dire che era stato Domingo ad insufflare la manovra, e neanche Abbado per dispetto a Muti che dirigeva. Alagna invece dice che la critica non è in buona fede, e la riprova è che gli trova - a lui! - dei difetti. Piazza anche qualche allusione. Io son contento che mio cognato abbia scarse attitudini musicali e un mio nipote canti bene ma nel genere rock, perché se avessero studiato da tenore il loro nome aleggerebbe ora tra i sospetti piloti di trame invidiose. Vivace, questo Alagna. Peccato, però, questa volta: aggressivo fuori e moscio in palcoscenico. Accidenti al contagio, stavo quasi per chiedermi: che qualcuno lo stia mal pilotando?
Che curiosa storia. Radio, televisioni, giornali, come neanche se fosse ritornato Beethoven. Avreste detto che il piccolo misfatto avrebbe suscitato tanto clamore? Forse un po' è la nostalgia del divismo d'una volta, nel pallore del teatro d'oggi. Certo, anche in questo non siamo più ai tempi in cui il grande Franco Corelli, preso da sacro e tenorile furore, si precipitava nel palco d'uno spettatore che l'aveva sottovalutato sguainando la spada di scena: c'è modo e modo, c'è spessore e spessore. Però una bizza tenorile porta un soffio d'assurdità che può schiudere qualche spiraglio nelle porte del tempio del teatro d'opera.
I cantanti interessano, anche se nei programmi di sala il loro nome è più piccolo che sull'elenco telefonico. E fa piacere che Alagna si ricreda e abbia deciso di tornare per cantare la terza recita. Però la direzione del teatro ha invece annunciato che in quella sera canterà il tenore Walter Fraccaro. Suggerisco: che cantino entrambi. Pensate un po': due Radames in scena: uno per Aida, l'altro per la rivale Amneris. Che festa fra gli Egizi. Questo sì che sarebbe un lieto fine.