Pavarotti in ospedale: polmonite

A Pesaro bocciata l’ambientazione di Giancarlo Del Monaco che vuole rinnovare l’opera di Rossini

da Milano

Big Luciano soffre ma non molla. Tanta paura mercoledì al terzo piano del Centro Oncologico di Modena, dove Luciano Pavarotti è stato ricoverato per una polmonite. Il bollettino medico tecnicamente parla di «iperpiressia», un principio di polmonite con febbriciattola e disturbi respiratori. Il tenore, che era in vacanza a Pesaro con moglie e figlia, è sotto osservazione ma, secondo i medici, le sue condizioni sono soddisfacenti e stabili e dovrebbe essere dimesso nei prossimi giorni. Naturalmente non un commento dalla moglie Nicoletta Mantovani e dalla famiglia, il manager Terri Robson frena dicendo: «resta sotto osservazione», ma un’infermiera che sta accanto a Pavarotti si è lasciata andare dicendo: «Ha una gran voglia di star bene, ora è a letto, legge e sente la musica per quello che può». Il tumore al pancreas che lo ha colpito lo scorso anno non ha fermato la naturale esuberanza del 72enne Big Luciano che un mese fa, prima di ritirarsi in vacanza nella sua villa di San Bartolo, nel Pesarese, aveva detto via telefono al pubblico del Film & Music GlobalFest di Ischia - che gli ha dedicato un tributo e un premio -: «Arrivederci a presto. Sto preparando un altro Pavarotti & Friends». Nel futuro dell’artista c’è un disco di arie sacre ma anche un nuovo incontro con il pop - nella tradizione dei suoi popolari concertoni - e si fanno nomi illustri come Laura Pausini, Tony Renis e Andrea Bocelli. «Sta incidendo un disco di arie sacre - confermava la moglie - duetterà con altri musicisti e il lavoro uscirà a dicembre o al più tardi a Pasqua. Sarà una bella sorpresa, non posso dire altro. La vita ci ha insegnato a tempi più lenti e a vivere alla giornata, proprio noi che avevamo concerti programmati anni prima». Pavarotti vorrebbe anche riprendere quanto prima il Farewell Tour mondiale, partito nel 2004 e interrotto per l’aggravarsi delle sue condizioni».
Chissà se l’ospedale danneggerà la tabella di marcia del Maestro, che ultimamente era in buone condizioni e pieno di energia. «Viviamo in allegria - raccontava ancora pochi giorni fa la Mantovani - senza chiuderci nella tristezza; Luciano è persona ottimista, qualità che non ha perso e che unita alle doti di dignità e di coraggio lo portano a combattere la malattia. Non si parla mai della morte, lui gioisce dal sostegno delle figlie e ritrovare il clima familiare, la quiete personale, alla fine ha fatto bene a tutti».
Ora in ospedale la sua tranquillità è blindata; l’assalto dei giornalisti è stato subito parato da un insuperabile sbarramento: le guardie della Coop Service a pianterreno e i body guard al terzo piano, più un separé verde che impedisce qualsiasi occhiata furtiva. Il ricovero ha fatto in poche ore il giro del mondo; oltre alla sua illustre carriera lirica (partita nel 1961 a Reggio Emilia dove debutta nella Bohème e consacrata con la stessa opera nel ’65 alla Scala con Mirella Freni e la direzione di Von Karajan) si sono aggiunti i dischi, i concerti e i duetti con Eric Clapton, B.B.King, Elton John, Zucchero, Liza Minnelli e tutte le star del pop rock. Per questo tutti i quotidiani online e le tv hanno diffuso la notizia, dal New York Times alla Bbc passando per Channel News Asia di Singapore e Kazinform del Kazakhistan.